"Io, ex bullo, vi racconto la guerra di Alicia"
di Ilaria Del Prete

"Io, ex bullo, vi racconto la guerra di Alicia"

"…Quello che ci spaventa è quello che non conosciamo. In fondo, visti da vicino, anche noi mostri non facciamo così paura". Alicia è una ragazzina di dodici anni, costretta a convivere con una cicatrice di venti centimetri sul volto a causa di un brutto incidente fatto da bambina e con l'inconsapevole cattiveria dei coetanei: i compagni di scuola bulli. 



"Alicia faccia di mostro", è insieme soprannome della protagnista e titolo del libro di Nicola Brunialti. 
Scrittore e un passato da pubblicitario, è anche autore televisivo che con "Chi ha incastrato Peter Pan" di giovanissimi ne ha conosciuti tanti.
Nel libro Alicia riesce ad accettarsi grazie ad un amico. Quanto è importante non combattere da soli?
"Lei incontra una persona che se ne frega della sua cicatrice, e che a sua volta nasconde un segreto "mostruoso": è il primo passo per sentirsi libera di essere se stessa. Il secondo è quello di non avere paura della diversità".
La ragazzina finisce in una clinica di "mostri". Chi sono?
"Sono i "diversi", da Quasimodo a Frankestein, passando per vampiri, orchi e lupi mannari. Sono quelli che spaventano, visti con diffidenza anche se fanno cose buone. Ma quando li e la sua famiglia imparano a conoscerli, non sono poi così terrificanti".
Che ruolo ha la famigia nella lotta al bullismo?
"Alicia ha un buon rapporto con i genitori, ma come tutti i ragazzini parla loro molto poco dei suoi problemi. Spesso gli adulti si accorgono che qualcosa non va solo quando è - se non troppo - molto tardi. Prima di arrivare a sfogarsi con mamma e papà i bambini sopportano tantissimo". 
Il libro ha girato scuole e ospedali. Come è stato accolto?
"A volte sono accaduti dei "piccoli miracoli": i ragazzini si sono accorti degli atteggiamenti sbagliati e hanno chiesto scusa. Anche gli ospedali sono un punto di passaggio, e lo dico per esperienza: ho subito otto interventi da bambino, e mentre esistono reparti appositi per bambini e adulti, non esiste uno spazio studiato per gli adolescenti". 
Parli di bullismo e adolescenza. Anche della tua?
"Sono stato un terribile bullo, e a mia volta vittima. Prendevo in giro gli altri perché non accettavo me stesso. Solo col tempo ho capito che l'impossibilità di assomigliare agli stereotipi ci farà essere sempre infelici: tutti hanno dei difetti, l'importante è esserne consapevoli. Se non avessi accettato i miei non sarei diventato quello che avevo sempre sognato da bambino: sono il pronipote di Alessandro Manzoni, per me la scrittura è sempre stato un affare di famiglia". 


 
Martedì 25 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:43
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