Maestro di karate: dalla fiducia delle famiglie agli orrori in palestra, la sua vita sotto accusa

Maestro di karate: dalla fiducia delle famiglie agli orrori in palestra, la sua vita sotto accusa

Il suo motto, come recita il profilo Instagram, è «Non fare nulla che non ti migliori come persona». Carmelo Cipriano, il maestro di karate accusato di aver abusato sessualmente di almeno sette allieve minorenni nella sua palestra, a prima vista sembra un insospettabile e anche le famiglie delle ragazzine coinvolte sono rimaste incredule.

 


 


Come riporta il Corriere della Sera, il 42enne Cipriano, che non ha risposto alle domande del gip, avrebbe ripetuto sempre lo stesso schema: ammaliare le giovanissime allieve con complimenti e dichiarazioni d'amore, per poi costringerle a fare sesso, anche di gruppo, nei locali della palestra. Non solo: alcune ragazze, nel corso degli anni, sarebbero state costrette a partecipare a videochat hard su alcuni social di incontri. Dalle chat virtuali agli incontri sessuali veri e propri il passo è stato breve: coinvolti, nella vicenda, anche un 27enne e due uomini, genitori di ragazzini iscritti nella palestra.

 


 


Le vittime hanno esitato a denunciare ciò che accadeva in quella palestra del Bresciano: «Ci aveva costretto, avevamo paura e ci aveva fatto sentire in colpa. Ci vergognavamo e lo facciamo anche oggi». Una delle allieve ha invece raccontato: «Se non andavo da lui iniziava a chiamarmi, scrivermi, veniva sotto casa. E minacciava addirittura di uccidersi con le corde. No, non l’ho mai raccontato a nessuno: mi vergognavo troppo». Solo la confessione ai genitori di una delle sette vittime, che all'epoca dei fatti aveva 12 anni, ha fatto scattare la denuncia: «Dopo un pigiama party mi svegliai nel cuore della notte con le sue mani addosso. Mi confidai con sua moglie che mi disse di non preoccuparmi e minimizzò la cosa».

 


 


Ciò che colpisce è la grande fiducia che Cipriano aveva ottenuto presso le famiglie delle sue giovanissime allieve. In molti casi, l'uomo veniva anche invitato a cena ed era visto come un vero e proprio amico di famiglia. Una coppia di genitori lo conferma: «Non abbiamo mai avuto alcun sospetto: di quell’uomo, che veniva a cena da noi e interrogava mia figlia per provarle la lezione di italiano, ci fidavamo al cento per cento. Mai nessun sospetto. E ci siamo sentiti morire».

 


Un'altra mamma fu avvisata nel gennaio scorso: «Tolga sua figlia da quella palestra e la tenga lontana da quell'uomo». Anche in questo caso, i genitori sono caduti dalle nuvole e oggi il senso di colpa è dovuto anche al non aver realizzato in tempo cosa stesse accadendo. Il Corriere della Sera spiega:
“Il problema è che la figlia, la quale iniziò una relazione con il suo allenatore quando ancora non aveva compiuto 16 anni, «ancora fatica a realizzare la gravità di quanto accaduto. E adesso ci detesta per averla strappata dall’amore della sua vita». Quell’uomo era anche andato a casa loro per ribadire quanto fosse «innamorato». Quelle «più grandi», del resto, «non posso comandarle» disse spavaldo. Inguaiandosi con le sue stesse mani. L’hanno accolto per incastrarlo, quei genitori, e combattendo con se stessi e con un dolore lacerante, l’hanno denunciato”.

 


 

Giovedì 12 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:57
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