Maestro di karate pedofilo incastrato da mamma di un'allieva 17enne: "Ma nostra figlia dice che i mostri siamo noi"

Maestro di karate pedofilo incastrato da mamma di un'allieva 17enne: "Ma nostra figlia dice che i mostri siamo noi"

  • 380
    share
"Mia figlia è ancora innamorata di lui, spero che prima o poi smetta di detestarci". Parole forti, quasi disperate, quella della mamma di una delle ragazzine abusate dal maestro di karate di Lonato, in provincia di Brescia. La figlia ha 17 anni e lei è riuscita ad incastrare Carmelo Cipriano, 43 anni, accusato di prostituzione minorile, atti sessuali con minori, violenza sessuale di gruppo e detenzione di materiale pedopornografico



In un'intervista al Corriere della Sera la donna spiega il suo rapporto conflittuale con la figlia in seguito alla vicenda che ha portato in manette il titolare della palestra dove si allenava. "Secondo lei - spiega - i mostri siamo noi che l’abbiamo strappata dall’amore della vita. Mi auguro che con il tempo capisca".

Un rapporto iniziato all'età di 15 anni quando l'adolescente accompagna l'ex fidanzatino alle lezioni di karate. Poi i due si lasciano ma lei continua a frequentare la palestra. "Credevo solo stesse crescendo - racconta la mamma - Si curava di più, teneva tantissimo alla forma fisica, aveva forte autostima. E in palestra ci andava sempre di più". La sua bimba stava cambiando, ma non stava solo crescendo. Dopo pochi mesi arrivò una telefonata da un'altra allieva. "Mi pregò di allontanare mia figlia da quella palestra, perché non avrebbe dovuto accaderle quello che era stata costretta a subire lei. Con un paio di domande ho capito di cosa e di chi stesse parlando. Mi stava dicendo che mia figlia aveva una relazione con quell’uomo". 

A questo punto la scelta più dura. Per salvare la figlia lei e il marito decisero di incastrare il maestro invitandolo a casa. "È stata una delle cose più difficili mai affrontate. Per ore ci raccontò quanto fosse innamorato di lei. C’era solo una cosa da fare: raccogliere quanti più elementi possibili per incastrarlo". Ma dietro a questa vicenda c'era ben altro. Storie di abusi e prostituzione minorile. Nonostante ciò "ci ha accusati di averla tradita, ci disse che i mostri eravamo noi, non lui".

"Non ho salvato mia figlia e forse non riuscirò a salvarla - conclude nell'intervista al Corriere - ma non mi sarei mai perdonata pensando che con quell’uomo, ogni giorno, c’erano minorenni. Andava fermato". 


UNA DELLE VITTIME, PRIMI RAPPORTI A 13 ANNI  Sarà interrogato lunedì mattina nel carcere di Brescia Carmelo Cipriano, il 43enne istruttore di karate, proprietario di una palestra a Lonato del Garda, nel Bresciano, arrestato dai carabinieri con le accuse di prostituzione minorile, atti sessuali con minori, violenza sessuale di gruppo e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo le indagini della Procura, che lo definisce «un soggetto dalla totale assenza di freni inibitori», aveva trasformato l'infermeria della sua palestra nello stanzino del sesso proibito. E al momento dell'arresto Cipriano, che è sposato, avrebbe ammesso alcune contestazioni. A Lonato del Garda il giorno dopo l'arresto la palestra è rimasta chiusa. «Non ci aspettavamo una cosa del genere» commenta un frequentatore. C'erano tante ragazzine, ma non pensavo si potesse arrivare a tanto«: per il proprietario di un capannone che confina con la palestra di Carmelo Cipriano, »era molto strano il giro di ragazzine che si vedeva soprattutto nel primo pomeriggio e la sera tardi«. Per il sindaco di Lonato Roberto Tardani »il paese è sotto choc; questa vicenda deve insegnarci a guardare tutto con più attenzione«. Dal 2003, secondo la Procura, Carmelo Cipriano avrebbe avuto rapporti con le sue allieve, tutte minorenni. Una aveva solo 12 anni all'epoca dei primi incontri. Dalla sua denuncia è scattata l'inchiesta del sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani. »I primi rapporti completi li ho avuti all'età di 13 anni. Dopo queste esperienze, per me molto traumatiche, non volevo più avere a che fare con lui, mi vergognavo moltissimo di me stessa e lui continuava ad insistere per avere rapporti con me e in più occasioni ho tentato di interrompere la relazione con lui, ma i tentativi si rilevavano vani«, ha fatto mettere a verbale la giovane vittima oggi diventata maggiorenne. Un'altra ragazza minorenne ha spiegato agli inquirenti il dramma che ha tenuto nascosto per molto tempo. »Mi sto portando dietro questi pensieri e tuttora mi fanno stare male nonostante sia passato tanto tempo ed io sia diventata maggiorenne. Mi porto dentro una grossa rabbia per quanto successo. Attualmente ho paura di Carmelo«, ha detto. E ancora: »Lui aveva una moglie ed io mi sentivo in colpa perché passavo le serate a casa loro e mi trattava come una figlia e lei mi voleva bene, andavamo in vacanza assieme, ma non riuscivo a fermarmi pur sapendo che stavo facendo una cosa sbagliata. Penso che lei possa esserne venuta a conoscenza solo verso la fine, quando ho smesso di fare karate e lui aveva iniziato a minacciare di suicidarsi, a volte telefonandomi e dicendomi che aveva il coltello in mano e che si sarebbe suicidato. Lui riusciva a farmi sentire in colpa perennemente«
Domenica 8 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE..
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
DALLA HOME