Estremisti di destra progettavano di far esplodere la moschea: sui social posavano con la divisa delle SS

Estremisti di destra progettavano di far esplodere la moschea: sui social posavano con la divisa delle SS

Avrebbero progettato, salvo poi rinunciare, di far esplodere la moschea di Colle Val d'Elsa (Siena) ipotizzando di far saltare la condotta del gas ma avrebbero desistito temendo di esser scoperti dalla polizia. «Aveva già portato le mappe, gli si voleva far saltare il coso col gas così saltava tutto», si sente dire in un'intercettazione. Poi il progetto sarebbe stato bloccato. In totale sono dodici gli indagati, due dei quali arrestati, dell'inchiesta della Dda di Firenze sull'estremismo di destra. Padre e figlio sono stati arrestati in flagranza per detenzione illecita di esplosivo e di parte di ordigni bellici. Si tratta di Andrea Chesi, 60 anni, bancario, e del figlio Yuri, 22 anni.



SUI SOCIAL FOTO CON DIVISE DA SS E LANCIARAZZI
Ordigni bellici della Seconda Guerra Mondiale, polvere da sparo, tritolo e silenziatori per armi costruiti artigianalmente sono stati sequestrati dalla polizia nelle perquisizioni eseguite sull'estremismo di destra nel Senese da Dda e Digos di Firenze. Secondo quanto appreso, nel garage di uno degli indagati, un 60enne dipendente di Mps, sarebbero state trovate bottiglie riempite con polvere da sparo ricavata svuotando alcune bombe risalenti all'ultima guerra, trovate dall'uomo e dal figlio, anche lui indagato insieme alla moglie del 60enne, grazie all'uso di un metal detector. Secondo le indagini, inoltre, l'uomo avrebbe postato sui social foto che lo ritraggono con una divisa mimetica con le mostrine delle 'Ss' tedesche, in sella a un side-car militare. In altra foto, postata col commento 'rievocando i vecchi tempì, indossa una mimetica e imbraccia un lanciarazzi. In un'altra è ritratto dove fu fucilato Benito Mussolini mentre con la mano fa il gesto di sparare a un cartello dell'Anpi. Avrebbe anche costituito sui social un gruppo dal nome «Ritorneremo».

In passato, ancora secondo le indagini della dda di Firenze, il 60eenne, avrebbe acquistato un tornio per realizzare silenziatori per pistole «per mezza Siena». In un'altra conversazione, il 60enne afferma che i suoi nipoti dovranno «combattere con le armi il pericolo dell'Islam». Tra i destinatari delle perquisizioni, anche un 66enne aderenti al Movimento idea sociale (Mis) di Siena. Parlando col 60enne, l'uomo racconta di aver litigato con degli stranieri sul lavoro e i due concludono che «andrebbero ammazzati tutti».
 
 

QUELLA MOSCHEA OSTEGGIATA DALLA FALLACI
L'inchiesta della Dda di Firenze sul gruppo di estremisti di destra che a Siena e nella provincia teorizzavano anche di far saltare la moschea di Colle Val d'Elsa evoca - pur senza esser citata negli atti per quanto emerge finora - una provocazione della scrittrice fiorentina Oriana Fallaci. Nel maggio 2006, pochi mesi prima di morire, Oriana Fallaci esternò in un'intervista al magazine New Yorker la sua contrarietà alla costruzione di un tempio islamico proprio a Colle Val d' Elsa (Siena). Del progetto si stava discutendo in quei tempi e qualche anno dopo venne realizzato con fondi del Qatar e inaugurazione nel 2013. «Se sono ancora viva, andrò dai miei amici a Carrara, sono tutti anarchici. Con loro, prendo l'esplosivo e la faccio saltare!», disse la Fallaci all'intervistatore in un passaggio che le dedicò un servizio di dieci pagine intitolato 'The Agitator' e che dette conto in modo ampio della sua carriera di giornalista. All'interno ci fu spazio anche per la moschea, ancora costruenda, di Colle Val d'Elsa (Siena). «Non voglio vedere un minareto nel paesaggio di Giotto», aveva detto l'autrice di La rabbia e L'Orgoglio, «non voglio vedere questa moschea». «È molto vicina alla mia casa in Toscana (a Greve in Chianti, due vallate in parallelo verso est a quella dell'Elsa, ndr). Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia nel loro paese». Forse fu la sua ultima provocazione prima di morire. Oriana Fallaci, che aveva segnalato il pericolo islamista, affermò anche nella stessa intervista che gli islamici «rifiutano la nostra cultura e cercano di imporre la loro cultura, o cosiddetta cultura, su di noi. Io lo rifiuto e non è solo un mio dovere verso la mia cultura. È un mio dovere verso la libertà e verso la combattente per la libertà che sono da quando, ragazzina, combattevo come partigiana contro il nazi-fascismo. L'islamismo è il nuovo nazi-fascismo. Con il nazi-fascismo non è possibile alcun compromesso».

GLI INDAGATI SONO TUTTI INCENSURATI
I destinatari del decreto di perquisizione nell'inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo di estrema destra operante nel Senese sono tutti incensurati e tra loro figurano anche tre dipendenti della banca Monte dei Paschi di Siena. Inoltre, tra loro c'è anche un 60enne considerato il più attivo del gruppo. Per la Digos, i contatti tra gli indagati, accusati di detenzione abusiva di armi o esplosivi aggravata dalla finalità del terrorismo, avvenivano sia attraverso i social che personali, con incontri diretti. In una conversazione intercettata il 60enne invocava la necessità di ricostituire una 'guardia nazionale repubblicanà in grado di garantire la sicurezza «armi alla mano» per fare «giustizia sommaria» senza bisogno di chiamare le forze dell'ordine. Per risolvere le questioni politiche italiane, affermava ancora in un'altra intercettazione dello scorso ottobre, «bisogna sparare», «se c'è da andare a sparare - continuava - noi s'ha tutti l'armi e tante». Offese anche contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

CENTRO ISLAMICO COLLE, SIAMO PREOCCUPATI
«Siamo preoccupati perché fino a quando ci saranno queste idee contro i musulmani e gli immigrati persisteranno i pericoli che ci circondano». Lo dice Sami Elshami, responsabile del centro islamico di Colle Val d'Elsa (Siena), commentando l'inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo di estrema destra che nei mesi scorsi, secondo le indagini, avrebbe progettato di far saltare la moschea della cittadina valdelsana salvo poi rinunciare temendo di venire scoperti. Elshami auspica «di riuscire ad abbassare i toni a livello politico» evidenziando come esista «una destra che incita e incoraggia questi atti e il suo linguaggio partorisce queste idee estreme». «Preoccupazione» è stata espressa anche da Giuseppe Gugliotti, sindaco di Sovicille (Siena), paese dove sono state effettuati perquisizioni e sequestri nell'abitazione di colui che è considerato dagli inquirenti 'il capò del gruppo. «È una vicenda che mi impressiona, mi tocca profondamente e mi ferisce come sindaco di centrosinistra», ha affermato Gugliotti.
Martedì 12 Novembre 2019, 19:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA