Caso Cucchi, l'appello del carabiniere Casamassima a Di Maio: «Aiutatemi, mi hanno tolto i soldi e non mi fanno stare vicino alla famiglia»

di Enrico Chillè
«Dopo la crisi di governo, occupatevi anche della mia situazione: sono stato trasferito e isolato per aver detto la verità». Mentre Luigi Di Maio dedica una lettera aperta a Giuseppe Conte su Facebook in una giornata assolutamente decisiva per le sorti del Governo, Riccardo Casamassima risponde al ministro e leader del M5S, lanciando l'ennesimo appello.

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Il carabiniere è stato il supertestimone del processo per la morte di Stefano Cucchi, decisivo per l'apertura di un'inchiesta bis. Le dichiarazioni di Riccardo Casamassima contribuirono a squarciare un velo di omertà e portarono a nuove indagini e nuove testimonianze da parte di altri colleghi, ma da quel giorno il carabiniere si è visto demansionato, trasferito ed emarginato in caserma. Una denuncia che va avanti da tempo, con tanti appelli al mondo della politica per avere giustizia.



Riconoscendo a Giuseppe Conte il merito di essersi costituito parte civile nel processo Cucchi, Riccardo Casamassima ha lanciato questo appello sotto il post di Luigi Di Maio: «Appena risolvete questa crisi, vi prego di interessarvi alla mia situazione. Il processo Cucchi è stato riaperto dopo la mia testimonianza, oggi ne pago le conseguenze a discapito di tutta la mia famiglia. Mi negano di ricongiungermi alla mia famiglia, con dei giochetti mi hanno fatto perdere 800 euro al mese, più 400 euro di spese per viaggiare. Guadagno meno di 900 euro al mese».


Martedì 20 Agosto 2019, 13:07
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