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Bimbe bruciate vive nel camper, fermato un 20enne:
"Scippò la cinese morta sotto il treno a Roma" -Foto/Video

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Giovedì 1 Giugno 2017, 18:25

C'è un fermato a Torino per la morte delle tre sorelline rom nel rogo del loro camper a Roma.  A seguito di una intensa attività di indagine, personale della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile di Torino, ha eseguito un fermo del Pubblico Ministero emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nei confronti di Seferovic Serif, di anni 20, pregiudicato per reati contro il patrimonio, poiché gravemente indiziato di essere il responsabile dell'omicidio plurimo delle sorelle Halilovic Elisabeth, Francesca e Angelica. 
 
I fatti risalgono al decorso 10 maggio, quando, all'interno del parcheggio del centro Commerciale «PRIMAVERA» di Piazza Mario Ugo Guatteri, si è sviluppato l'incendio di un camper in sosta con all'interno un nucleo familiare composto da 13 persone.   
 
  A seguito dell'incendio, che ha totalmente combusto il mezzo, morirono le tre sorelle che non fecero in tempo ad uscire dal veicolo.   FERMATO SCIPPÒ CINESE MORTA SOTTO TRENO Il nomade di 20 anni fermato per l'omicidio delle tre sorelle morte nell'incendio del camper di Centocelle era stato arrestato dalla polizia per il furto della borsa della studentessa cinese Zhang Yao morta poco dopo essere stata investita da un treno mentre inseguiva i suoi scippatori lo scorso anno a Roma. Lo si apprende da fonti investigative. Per quell'episodio furono arrestati tre nomadi con l'accusa di furto con strappo.   FERMATO A LEGALE, "IO NON C'ENTRO NULLA" «Io non c'entro niente con questa storia, in quei giorni non mi trovavo neanche a Roma». È quanto ha riferito nei giorni scorsi Serif Seferovic, il giovane di venti anni fermato per il rogo di Centocelle, parlando con il suo difensore, l'avvocato Gianluca Nicolini. Seferovic aveva contattato il penalista dopo che era apparso il suo nome su alcuni quotidiani in riferimento al triplice omicidio delle sorelle rom. «Non so perché mi vogliano tirare in ballo in questa vicenda - avrebbe aggiunto - ma non ho nulla a che fare con questa tragedia». 

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