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Blue Whale, il tragico gioco che porta al suicidio: ecco le assurde regole

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Lunedì 15 Maggio 2017, 11:35

Blue Whale continua a portare al suicidio decine e decine di adolescenti: ecco le inquietanti regole di un 'gioco' che è partito dalla Russia ma ha spinto a lanciarsi nel vuoto molti giovanissimi in tutti i continenti. Anche 'Le Iene' hanno deciso di scoprire di più, intervistando i parenti dei ragazzi e ragazzini che hanno completato la 'sfida finale'.  Il suo ideatore è già stato identificato ed arrestato, ma altrettanto non si può dire per chi ha deciso di emularlo e, al di fuori dei confini russi, ha già spinto diversi adolescenti al suicidio. Dalla Gran Bretagna al Brasile, dalla Spagna al Messico: sono già diversi i casi di giovani e giovanissimi che si sono uccisi per completare la più folle ed assurda delle sfide social. Specialmente se si dà una rapida occhiata alle sue semplici ma inquietanti regole.    Tutto inizia dai social network. Philipp Budeikin, il 21enne studente di psicologia che ha ideato il 'Blue Whale', aveva lanciato la sfida a diversi adolescenti tramite un gruppo 'virtuale'. Qui si era proposto come 'amministratore', 'protettore' e 'curatore', ponendo diverse regole per i partecipanti. Innanzitutto, nessuno poteva far sapere ai genitori di aver scelto questa sfida. Chi infrangeva anche una sola regola poteva essere minacciato di morte, anche insieme alla sua famiglia, o nella migliore delle ipotesi poteva essere vittima di diffamazioni e abusi 'virtuali' sui social network.    Dal momento che il 'gioco' si è diffuso in tutto il mondo, c'è molta preoccupazione anche per i nostri adolescenti. Cambieranno forse i contesti ambientali, ma non le modalità di svolgimento. Una volta accettata la sfida, i partecipanti sono chiamati ogni giorno a svolgere un incarico che viene deciso e comunicato dall'amministratore. I 50 incarichi previsti all'inizio sono semplici sfide come guardare un film horror di notte e al buio, ma poi si passa addirittura all'autoflagellazione (c'è chi è stato costretto a incidersi a sangue, sul braccio, un disegno di una balena) fino all'ultima sfida, quella più estrema. Per 'vincere' il gioco i partecipanti devono trovare un edificio molto alto e lanciarsi nel vuoto. Ma non prima di averlo annunciato sui social network con l'immagine di una balena azzurra o con la parola 'Fine'.  Intanto, sul web è nato un movimento che mira a contrastare la diffusione del fenomeno. Si tratta della 'Balena Rosa', nata in paesi dell'America Latina dove il 'Blue Whale' ha portato al suicidio diversi adolescenti. Le sfide hanno tutte un unico obiettivo: diffondere il bene e la gentilezza.

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1 di 1 commenti presenti
2017-06-01 15:29:12
Alcuni dei siti che commentano questa notizia inquietante parlano di perversione. Io credo che sia questa la parola chiave per spiegare tanti atteggiamenti autodistruttivi di giovani adolescenti storpiati da una società che non fornisce loro punti di riferimento certi e sicuri e non consente loro di elaborare emozioni negative e positive e li priva persino della capacità di capire la propria identità. So di giovani di famiglie borghesi e bigotte intorno a me che nevrotizzati da morali fasulle e rincretiniti dalla costrizione fisica a restare chiusi in casa con i genitori finiscono col diventare qualcosa di simile ad una pecora rabbiosa ma subordinata che sfoga la frustrante sua condizione di prigionia con il voyeurismo. Quei poveri ragazzi svirilizzati e deviati vivono spiando con il computer qualcuno che identificano come turbativo e causa di profonda sofferenza inconscia. Temono se stessi e le loro anomalie e deficit evitando di accettarsi, belli o brutti, alti o bassi, sexy o pelatini, forti o deboli, grassi o magri. Non si valorizzano e rifiutano le menti libere e feconde. Spesso le droghe e l'alcol sono la via per l'autodistruzione quando la religione non basta. Invidie, rancori, bassezze e perversione, appunto, sono la colonna sonora di quelle misere esistenze alla tastiera.. E' noto che coloro che non si accettano per quel che sono aggrediscono se stessi o il prossimo.