Trovano un portafoglio con 20mila euro: i due 14enni rintracciano il proprietario e glielo restituiscono
di Camilla De Mori

Trovano un portafoglio con 20mila euro: i due 14enni rintracciano il proprietario e glielo restituiscono

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UDINE - Era pieno di soldi, quel portafoglio caduto a terra vicino a una concessionaria, fra Conegliano e San Vendemiano, in provincia di Treviso. «Oltre ventimila euro, fra contanti e assegni», calcola l'imprenditore di Udine che l'aveva smarrito venerdì pomeriggio dopo un appuntamento di lavoro. E, quando i due ragazzini di 14 anni di San Vendemiano (Treviso) che lo avevano ritrovato gliel'hanno riconsegnato dopo un paio d'ore, quei soldi, dentro, c'erano tutti.

«VANNO PREMIATI»
«Questi ragazzi andrebbero premiati», dice Marco C., 48 anni, imprenditore molto conosciuto nel settore della vendita di auto a Udine, subito dopo essere rientrato dal Veneto con il suo portafoglio fra le mani. La sua voce tradisce ancora l'emozione. E, assicura, non è mica solo per i soldi ritrovati. Anzi. È per la scoperta che i bravi ragazzi esistono ancora e non sono affatto un'eccezione. «Sono rimasto entusiasta per il comportamento di questi due adolescenti modello. Con tutto quello che si sente in tv sui ragazzi difficili, che sembra quasi addirittura che i giovani siano tutti dei potenziali malviventi, questi due studenti veneti sono la prova che non è affatto così e che i valori resistono ancora», racconta come un fiume in piena. Tanto che, per evitare di oscurare in qualsiasi modo l'eccezionalità del loro atto da normali ragazzi speciali, non vuole nemmeno che si scriva il suo cognome (e noi rispettiamo la sua decisione), perché, dice, «non voglio rubare la scena a Mattia e Lorenzo, che hanno ritrovato il mio portafoglio e me l'hanno restituito. Non vorrei che qualcuno pensasse che lo racconto perché voglio farmi pubblicità. Vorrei, invece, che il loro gesto venisse esaltato com'è giusto che sia».

IL RACCONTO
«Nella fretta, non mi ero neanche accorto di aver perso il portafoglio - racconta l'imprenditore friulano -. Ero andato in quella concessionaria per lavoro: ero in Veneto con il carro attrezzi per fare dei trasferimenti di automobili da Udine a Treviso ed ero andato a ritirare dei documenti. Devo averlo smarrito verso le 17, proprio vicino alla concessionaria. Quasi un'ora dopo, mentre stavo tornando a Udine ed ero ormai a metà strada, all'altezza di Gonars, mi chiama il papà di uno dei ragazzi e mi dice: Pronto, è lei il signor Marco? Dove ha il suo portafoglio?. E in quel momento mi sono accorto di non averlo con me. Gli ho detto: Ma è carico o scarico?. E lui mi ha subito assicurato che i soldi e gli assegni erano al loro posto. Infatti, dovevo fare dei versamenti dopo aver venduto delle macchine nel fine settimana, ma in banca non mi hanno preso gli assegni e così mi sono ritrovato con oltre ventimila euro in tasca, fra contanti e assegni». Dopo la telefonata, ovviamente, Marco ha invertito la marcia ed è andato a riprendersi il suo portafoglio. «Ai ragazzi ho lasciato una piccola mancia, com'è giusto che sia. Ma non è questo che conta. Il premio in denaro dura quel che dura. Almeno un grazie glielo volevo dire pubblicamente. Secondo me, andrebbero premiati dalle istituzioni», ripete ancora.

IL PAPÀ DEL QUATTORDICENNE
Di sicuro, in famiglia, sono già stati giustamente festeggiati. «A mio figlio Mattia - racconta Niccolò, di San Vendemiano, il papà che ha telefonato all'imprenditore di Udine - ho già dato un piccolo premio. Quel che è giusto è giusto: l'atto che hanno fatto lui e il suo amico Lorenzo è stato un atto non da poco». Come racconta il padre del quattordicenne, «mio figlio Mattia, che studia a Vittorio Veneto, e il suo amico Lorenzo, che invece va a scuola a Conegliano, sono cresciuti insieme fin dall'asilo. Venerdì erano andati a farsi un giro in bici a Conegliano e, quando stavano rientrando a casa a San Vendemiano, hanno intravisto il portafoglio a terra e lo hanno raccolto. Aprendolo, hanno scoperto i contanti, oltre duemila euro, e gli assegni, di importo consistente. Al momento, hanno subito pensato di andare alla Polizia. Poi, hanno deciso di tornare a casa per sentire noi genitori. Quando sono arrivati, abbiamo subito cercato se, per caso, fra i documenti, si potesse risalire a un indirizzo. Assieme, abbiamo trovato il numero di telefono del signore che aveva smarrito il portafoglio e lo abbiamo chiamato». Il resto è questa piccola grande storia. «Come papà sono orgoglioso, certo - dice Niccolò -. Insomma, non hanno avuto nessun ripensamento... Vuol dire che i valori che gli abbiamo insegnato hanno dato i loro frutti».
Lunedì 9 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:30
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