Sanremo 2019, Ex-Otago: «Portiamo il nostro apertitivo al Festival»
di Ferro Cosentini

Sanremo 2019, Ex-Otago: «Portiamo il nostro apertitivo al Festival»

Ce l’hanno scritto in faccia, tutti e cinque: «Non metteteci ansia». I genovesi Ex-Otago sono così, una band che si prende i suoi tempi. Una band filosoficamente No Tav, per così dire. Poi, però, incontrandoli per ascoltare il loro nuovo album di inediti Corochinato (Universal) in uscita l’8 febbraio in piena febbre sanremese, scopri che tutti, ma proprio tutti, hanno un doppio lavoro (chi architetto, chi barista, chi assistente universitario). Che in studio lavorano ore e ore, che vanno in ritiro in luoghi sperduti per i ritocchi finali all’album, e senza le storiche fidanzate e compagne. Pigri? Ma quando mai.
Al Festival “gli Otaghi” (come si chiamano loro declinando il loro nome anche in aggettivo, tipo: «noi facciamo cose otaghe») porteranno Solo una canzone, che non è un modo per sminuirli ma proprio il titolo del brano che è poi - spiega l’anti-leader Maurizio Carucci - «l’unica canzone d’amore del disco, una ballata che racconta la fase d’amore meno sfruttata. Tutti cantano l’inizio e la fine di un amore: noi il durante. Quando ogni giorno devi re-innamorarti e ritrovare il mistero tre le cosce del tuo partner». Concetto chiaro, e intuizione originale.
Sul palco dell’Ariston gli Ex Otago vorrebbero duettare di venerdì «o con un mostro sacro o con un volto fresco», tertium non datur, e tutto ancora in alto mare. E a proposito di mare, benché genovese, Maurizio Carucci ha fatto la scelta di vita di vivere in montagna, a gestire un’azienda agricola, Cascina Barban: «Da quando ho 20 anni abito in un borgo del ‘600 in Piemonte, coltivo cereali e legumi, ho il mio vino, due asine, Nina e Pioggia, un puledro di nome Nicola».
E la vita da band, e i tour come il “Cosa fai questa notte?” che parte a marzo? «Noi Otaghi viviamo in equilibrismo perenne – spiega Carucci – Ecco non rifarei le sessanta date in due mesi e mezzo del 2017, io ho la semina».
Il giallo sul titolo dell’album, si risolve nel finale: «Il Corochinato è un aperitivo tipico genovese, lo trovi in due bar in croce, è vino scarso aromatizzato con erbe. È il simbolo di un disco serale-notturno»
Giovedì 17 Gennaio 2019, 06:35
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