Cannabis light, gli esperti frenano: rischi per i più giovani

di Graziella Melina
Se gli effetti della cannabis sulla salute degli adulti non sono ancora scientificamente provati, di certo se ad assumerla sono gli adolescenti i rischi per la salute mentale possono essere davvero gravi. «La cannabis, anche a basso livello di thc, ha comunque un contenuto che può essere dannoso, specialmente per gli adolescenti, che hanno un sistema nervoso centrale non completamente sviluppato - spiega Sabina Strano Rossi, tossicologa forense dell'università Cattolica di Roma -. Si tratta di una sostanza psicotropa che ha attività al livello del sistema nervoso centrale, anche se la percentuale di principio attivo è bassa».

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SENZA REGOLE
Il Consiglio superiore di sanità aveva già lanciato l'allarme. «Gli esperti - ricorda la tossicologa - hanno sottolineato che non si può escludere la pericolosità di questa sostanza, e che non ci sono sufficienti studi su classi particolarmente a rischio, quali i giovani, le donne incinte o le mamme che stanno allattando». Con il recente emendamento, prosegue Strano Rossi, «di fatto si cambia la tabella di appartenenza, il principio attivo della cannabis passa dalla prima alla seconda tabella, ma senza il parere di esperti scientifici». Resta, inoltre, la confusione tra possibilità di vendita e consumo. «In teoria, l'emendamento parla di possibilità di vendita. Poi, però, nessuno va a controllare l'utilizzo che ne fa chi l'acquista. Ed è significativo che non ci sia una regolamentazione per la vendita della cannabis light ai minori, come invece avviene per l'alcool».

A preoccupare i medici sono soprattutto i più giovani. «C'è una bella differenza se parliamo di uso di cannabis da parte di adulti o di minori - ribadisce Stefano Vicari, responsabile dell'unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile al Bambino Gesù -. Il cervello dei minori è in forte crescita, raggiunge la sua massima maturazione intorno ai 25 anni. Gli adolescenti hanno quindi un cervello ancora non del tutto pronto a gestire impulsi e stimoli impegnativi dal punto di vista comportamentale». Gli effetti di una sostanza psicotropa sono dunque devastanti. «Molti studi documentano che l'abuso di cannabinoidi è una della cause principali della comparsa del disturbo mentale. Anzi - rimarca Vicari - si ritiene che la grande esplosione di disturbi mentali, cui assistiamo oggi, sia legata proprio a un abuso di cannabinoidi, con una serie di altri motivi. La cannabis, tra l'altro, rappresenta il primo fattore di rischio per schizofrenie in adolescenza. E questa patologia non sempre è reversibile».

EFFETTI A LUNGO TERMINE
Dunque, la «distinzione tra droghe leggere e pesanti in adolescenza non ha senso, perché sono tutte sostanze dannose». Inoltre, «la cannabis è liposolubile, cioè si accumula nel grasso. E il cervello è una palla di lardo. Noi infatti troviamo la presenza di effetti di cannabis anche a distanza di molte settimane». E purtroppo tra i ragazzi non è più così infrequente. «Al Bambino Gesù, all'emergenza psichiatrica, l'80% dei ragazzi ha una storia di uso di sostanze, in particolare di cannabinoidi».
 

Ultimo aggiornamento: Sabato 14 Dicembre 2019, 09:14
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