Bibbiano, Sardine-Salvini: la sfida delle piazze. Su palco Lega la mamma del piccolo Tommy

A Bibbiano è di nuovo piazza contro piazza: Sardine contro Matteo Salvini. Da una parte, dalle 18, il leader della Lega, Matteo Salvini, che del comune di Reggio Emilia, al centro dell'inchiesta Angeli e Demonì, nata sui presunti casi di affidamenti irregolari di minori, ha fatto un appuntamento clou della campagna elettorale nella regione, dall'altra Mattia Santori e le tante altre sardine che si sono date appuntamento dalle 19 a pochi metri di distanza. Tra loro forze di polizia, per evitare contatti. 

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LA PIAZZA DI SALVINI
Il leader della Lega ha portato in piazza le «mamme e i papà vittime dei casi di Bibbiano», compresa la mamma di Tommy, il bambino di poco più di un anno, rapito e ucciso nel 2006. Fatto di cronaca di cui si torna a parlare per il premesso premio dato a uno dei carcerieri in queste ore. La prima volta che si trovarono a manifestare entrambi fu a Bologna il 14 novembre, data di nascita delle Sardine che riempirono, per la prima volta, piazza Maggiore. Il leader della Lega, in quella occasione, aveva lanciato la campagna elettorale pro Borgonzoni, al Paladozza.

«Questa non è una serata di partito, ma una serata che dovrebbe riunire tutte le persone perbene perchè quando si tratta di difendere i bambini dovremmo essere tutti uniti», ha detto Salvini aprendo la manifestazione. «I protagonisti saranno solo mamme, papà e bambini. Purtroppo ci sono alcune centinaia di mamme e papà e vittime di ingiustizie, ma abbiamo chiesto 5 testimoni di parlare anche a nome di chi non c'è più». «Dispiace che a qualche metro di distanza da qui ci sia qualcuno pronto a fare polemica: il bene dei bambini dovrebbe unire tutti. La politica non dovrebbe dividersi su questo». «Comunisti ladri di bambini»: è la scritta che compare su uno dei striscioni in Piazza Repubblica di Bibbiano. Su un altro c'è scritto: «No a bimbi strappati».

«Anni fa persi il mio compagno, ucciso per futili motivi. Poi, dopo anni, dichiararono mia figlia adottabile, da affidare ai servizi sociali della Val D'Enza. Quando me lo dissero quasi caddi per terra: pensavo a un errore, ma non c'era nessun errore», racconta una delle mamme, Valeria Bigi, la prima, a intervenire sul palco. «Un Paese deve essere unito su questi temi. Mio padre non resse in seguito a quella storia: dopo un mese e mezzo morì. Era uno degli ultimi partigiani della Val D'Enza», aggiunge. «Ho giurato che sin che avrò vita lotterò per cambiare le cose. Noi - conclude - ci siamo sentiti protetti solo da Matteo Salvini, quando era ministro. Solo allora sentimmo lo Stato vicino». 

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LA PIAZZA DELLE SARDINE
«Siamo tantissimi, un mare colorato. Le sardine hanno inceppato la macchina dell'odio. Noi abbiamo scelto come farlo ma questa piazza si è fatta da sola, ed é bastato uscire di casa e andare nel mondo reale», hanno detto due attivisti reggiani delle Sardine aprendo la manifestazione a cinque minuti dalla piazza occupata dalla Lega. E riferendosi alle polemiche dell'inchiesta sui presunti affidi illeciti, hanno aggiunto: «Questo paese è diverso da come è stato montato mediaticamente. Bibbiano si merita pulizie di parole e non solo». Più tardi arriva il numero: 
«Siamo 5mila».

In piazza Libero Grassi ci sono giovani e adulti con decine di simboli di sardine e pesciolini e musica in sottofondo, da Vasco Rossi ai Modena City Ramblers. Non mancano cartelli con riferimenti ironici o polemici sul leader leghista. Come lo striscione con la scritta «Salvini citofona ai camorristi se hai coraggio!» o «Parliamo di Savoini». Su un altro striscione c'è una citazione della senatrice a vita Liliana Segre: «Pensate con la vostra testa, non con quella di chi grida più forte». Al lato del camion che fa da palco alla manifestazione, vengono distribuiti the caldo, sciarpe con il simbolo delle sardine e copie della Costituzione. 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Gennaio 2020, 20:29
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