Sigarette elettroniche vietate in India: al bando anche i narghilè che usano lo stessa tecnologia

Il ministro delle Finanze indiano, Nirmala Sitaram, ha annunciato oggi che il Consiglio dei Ministri ha approvato la messa al bando totale delle sigarette elettroniche e dei narghilè che usano lo stessa tecnologia. Il bando riguarda la produzione, il commercio, l'import e l'export, la vendita, la distribuzione, lo stoccaggio e qualsiasi forma di pubblicità sulle sigarette elettroniche, e verrà reso esecutivo con un decreto legge, che sarà sottoposto al voto del Parlamento nella prossima sessione, quella invernale, che si aprirà a ottobre. La violazione del divieto sarà sanzionata con pene fino a un anno di prigione, e fino a tre, nel caso di recidiva.

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La decisione è stata assunta in nome degli imperativi per la salute e della lotta contro le dipendenze. «La decisione è stata presa as seguito della valutazione dell'impatto che le sigarette elettroniche hanno sui giovani oggi», ha dichiarato il ministro delle finanze Nirmala Sitharaman in una conferenza stampa. L'India in questo momento non produce sigarette elettroniche, che importa da altri paesi, al più solo assemblandone le componenti. Per chi viola il provvedimento è previsto fino a un anno di carcere e sanzioni di 100mila rupie (1.404 dollari). Per chi reitera il reato, la condanna può arrivare fino a tre anni e la sanzione fino a 500mila rupie.
   

Mercoledì 18 Settembre 2019, 12:57
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