Mimmo Lucano, il padre in fin di vita ma lui non può tornare a Riace. Il Garante: «Rispettate il suo diritto»

Un caso delicato e spinoso, quello di Mimmo Lucano. L'ex sindaco di Riace vorrebbe far ritorno nella sua città, per assistere l'anziano padre, gravemente malato e in fin di vita, ma non può. Lucano, infatti, è sottoposto al divieto di dimora a Riace per il suo coinvolgimento nell'inchiesta Xenia, che lo vede accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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Mentre sul web vengono lanciate delle petizioni, sul caso si è espresso anche Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti dei detenuti. All'AdnKronos, Palma ha chiesto di far rispettare i diritti di Mimmo Lucano: «Quando alcuni provvedimenti raggiungono dei livelli così forti, tanto da toccare uno dei principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’ambito del diritto al mantenimento dei rapporti affettivi, acquistano una fisionomia diversa e un significato diverso rispetto a quello che dovrebbero avere».

Il Garante dei diritti delle persone detenute ha poi commentato così il divieto di dimora a Riace imposto a Mimmo Lucano: «Questi provvedimenti hanno un sapore punitivo che, in qualche modo, non corrisponde al modo in cui sono stati pensati alcuni istituti, come ad esempio il confinamento. Sono preoccupato per questa distorsione».
 
Giovedì 22 Agosto 2019, 11:18
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