Pedofilo condannato resta libero perché affetto da nanismo: «In carcere rischierebbe la vita»
di Alessia Strinati

Pedofilo condannato resta libero perché affetto da nanismo: «In carcere rischierebbe la vita»

Pedofilo, riconosciuto colpevole di diversi reati, potrebbe evitare il carcere per la sindrome da nanismo da cui è affetto.  Daniel James Knuth, 21enne australiano, è stato condannato per pedofilia dopo essere stato riconosciuto colpevole di diversi reati. Il giovane adescava minori sul web e poi le convinceva a inviargli foto di nudo.

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Daniel si è dichiarato colpevole di 35 reati sessuali su minori durante il processo davanti ai giudici del tribunale distrettuale di Townsville. Ha ammesso di aver avuto, tra il 2016 e il 2017, ben 27 conversazioni sessualmente esplicite con dei minori, di averli adescati in rete, di aver usato falsi account per relazionarsi a bambine di età inferiore ai 12 anni. Il 21enne ha confessato di averle convinte a mandare foto di nudi e di averle poi minacciate nel caso in cui avessero parlato a qualcuno di lui e di ciò che faceva.

Tutte dichiarazioni che gli sono valse la condanna lo scorso dicembre, ma il giovane non è ancora in carcere perché affetto da nanismo. La sua condizione è giudicata non compatibile con una detenzione in un penitenziario, nessuna struttura sembra avere i requisiti per poterlo ospitare in cella, inoltre potrebbe essere esposto maggiormente al rischio di violenza, come riporta anche il Daily Mail. Per questi motivi, nonostante sia stato riconosciuto come pedofilo e colpevole di abusi, resta a piede libero. 
Venerdì 22 Marzo 2019, 17:42
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