Il borgo 'maledetto' e scomunicato: perfetto per festeggiare Halloween e il 2 novembre

Il borgo 'maledetto' e scomunicato: perfetto per festeggiare Halloween e il 2 novembre

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Un borgo di appena 80 anime, in un angolo remoto di provincia, è diventato molto famoso in tutto il mondo per un motivo molto semplice: da secoli è considerato maledetto ed ha ricevuto anche una scomunica ufficiale da parte della Chiesa e per questo ha deciso di sfruttare la propria unicità festeggiando in pochi giorni, ogni anno, sia la festività pagana di Halloween, sia quella cattolica della Commemorazione dei defunti.



Il paesino in questione, situato nella regione spagnola dell'Aragona, in provincia del capoluogo Saragozza, si chiama Trasmoz e, nonostante la scarsa popolazione, in questo periodo dell'anno si riempie di migliaia di visitatori da tutta la Spagna e non solo. La sua storia, decisamente unica, è raccontata dal portale spagnolo Gonzoo. Già nel XIII secolo, oltre duecento anni prima dell'Inquisizione Spagnola, le dicerie popolari sostenevano che il borgo fosse maledetto in quanto abitato da streghe. Per questo motivo, nel 1252, giunse un atto di scomunica nei confronti di tutti gli abitanti del paesino da parte del vicino monastero di Veruela; questo rese Trasmoz una vera e propria 'isola laica' circondata da borghi estremamente religiosi.



Quella scomunica vale ancora oggi, a quasi otto secoli di distanza: non c'è mai stato alcun atto ufficiale da parte della Chiesa Cattolica e il Papa è l'unica persona legittimata a revocarla. Ad ogni modo, gli abitanti di Trasmoz, appena 15 anni dopo la scomunica ufficiale, avevano già iniziato a sfruttare la fama di 'borgo maledetto e stregato': diversi abitanti avevano infatti iniziato a coniare monete false all'interno del castello e allontanavano i curiosi sostenendo che i rumori provenienti dall'edificio erano dovuti alle streghe.



Il difficile rapporto di convivenza tra Trasmoz, il borgo temuto e al tempo stesso odiato dai vicini cattolici, proseguì anche nei secoli successivi. All'inizio del Cinquecento, infatti, sorsero diverse dispute tra i vari borghi per l'unico corso d'acqua presente nella zona, il Moncayo. Per questo motivo, nel 1511, i monaci del monastero di Veruela si riunirono per lanciare una maledizione al borgo, attraverso la lettura del Libro dei Salmi, in particolare il salmo 108.



Tutto finito? Magari. A metà del XIX secolo, la zona intorno a Trasmoz fu colpita da diverse epidemie, che decimarono la popolazione. Tra gli abitanti del borgo e tra quelli dei paesi circostanti si diffuse la voce che la causa fosse una stregoneria operata da una donna, Joaquina Bona Sánchez, considerata un po' come una sorta di 'madre superiora' delle streghe della zona. Per questo motivo, nel 1860, la donna fu catturata e condotta alla morte al rogo.



Oggi Trasmoz sfrutta la fama che ha accompagnato il borgo per secoli e lo fa grazie al turismo e all'istituzione di feste di paese decisamente a tema. Ad Halloween, infatti, si celebra 'La Luce delle Anime' e anche il 2 novembre ci sono delle tradizioni molto diverse dai paesi circostanti. Non solo: ogni anno, il primo sabato di luglio viene celebrata la 'Fiera della Stregoneria', alla faccia di malelingue e scomuniche ecclesiastiche. Il sindaco del paese, Jesús Andía, rivendica così l'unicità del borgo: «Noi cittadini di Trasmoz siamo tutti molto orgogliosi della nostra storia ed è una tremenda soddisfazione vedere come siamo riusciti a sfruttarla a vantaggio dell'economia locale».


Lunedì 30 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:45
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