Nel 2018 un consumatore su due pagherà con lo smartphone

Nel 2018 un consumatore su due
pagherà con lo smartphone

Prende sempre più piede il pagamento in mobilità via smartphone e dispositivi indossabili. Nel 2018, prevede Gartner, il 50% dei consumatori negli Stati Uniti, Canada, Giappone e diversi Paesi dell'Europa occidentale utilizzerà questi dispositivi per acquistare in movimento, generando - dicono invece i dati di BI Intelligence - un mercato che solo negli Usa toccherà ben 86 miliardi di dollari.

In Italia, racconta il report annuale dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, il pagamento di beni e servizi tramite dispositivo mobile ha raggiunto nel 2014 un giro d'affari di 160 milioni di euro. Buon parte, il 70%, sono state ricariche telefoniche, cresciute del 22% rispetto all'anno precedente. Buono il risultato incassato anche dal pagamento di bollette e bollettini postali, +37% annuo.

Il vero boom lo registra il trasporto pubblico: 3 milioni di biglietti venduti, più di 2 milioni di servizi di car sharing e circa un milione di parcheggi pagati con lo smartphone. Nel 2014, secondo i dati dell'Osservatorio, è cresciuta anche l'infrastruttura contactless, con circa 12 milioni di carte di pagamento con chip, il doppio rispetto all'anno precedente. I dati non sono ancora incoraggianti, aggiunge il Politecnico, poiché solo una transazione con carta su 300 è senza contatto, per un totale di circa 200 milioni di euro di transazioni. Valori bassi, ma cinque volte più alti del 2013.

L'ingresso di Apple Pay nella fetta dei pagamenti mobile che si basano sulla tecnologia Nfc potrebbe essere la chiave per far decollare un mercato nel quale erano già presenti Samsung e Google. Purtroppo, a oggi lo standard basato sulla prossimità soffre ancora la mancanza di accordi concreti tra banche, istituti finanziari ed esercenti. Nel 2011 Google, ad esempio, assieme ad altri consorzi bancari e a PayPal, aveva provato a introdurre l'Nfc come standard tra i pagamenti con la sua applicazione Wallet. Un progetto non andato in porto perché pagava l'inesistenza quasi totale di telefoni dotati di chip Nfc e la presenza di pochi negozianti che possedevano la piattaforma compatibile con questi pagamenti.

La presenza oggi di Apple in questo mercato potrebbe dare una spinta, come solitamente succede in quei settori dove l'azienda di Cupertino entra a fare business. C'è anche un'altra strada per i pagamenti mobili, che è quella del cloud. Amazon, che ha definito l'Nfc una tecnologia del passato, offre il sistema Payments che non è altro che l'utilizzo delle proprie credenziali e dei propri dati di pagamento su altri siti che non siano quelli del gigante dell'eCommerce. Il cloud oggi è giù una realtà consolidata, la sua sicurezza è sicuramente una priorità e offre infinite possibilità di utilizzo tra cui, appunto, quelle dei pagamenti tramite smartphone.

Martedì 7 Giugno 2016 - Ultimo aggiornamento: 14:15
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