Violentata a 13 anni dal nonno e tradita dallo Stato, oggi a 22 anni non ha ancora avuto giustizia
di Simone Pierini

Violentata a 13 anni dal nonno e tradita dallo Stato, oggi a 22 anni non ha ancora avuto giustizia

  • 1 mila
    share
La storia choc di una ragazzina oggi 22enne che ha denunciato il nonno ma non ha ancora avuto giustizia. Aveva 13 anni quando colui che doveva crescerla come avviene in una famiglia normale abusò di lei rovinandole l'infanzia e la vita intera. 



Anni di processi non hanno ancora trovato uno sbocco nella giustizia italiana. E la sofferenza dell'adolescente che sta diventando donna non è ancora svanita. La vicenda è stata raccontata in un servizio in onda su Le Iene a cura di Matteo Viviani e Gaston Zama.

"È difficile, è difficile vivere. Non avrò più indietro nulla, mi è stata tolta la vita. Se un uomo mi sfiora per strada io vado nel panico". Dice Laura, 22 anni, che ha deciso di aprire il suo cuore. "Quando avevo 13 anni faccio la cresima, mio nonno non era venuto alla festa ma mi ha chiamato. Così l'ho incontrato e lui mi dice "vieni che dobbiamo parlare", ci spostiamo nella stanza da letto e chiude la porta. Mi dice di andare a vivere da lui, che aveva preparato una stanza per me. A un certo punto mi dice "stai zitta, non parlare", mi inizia a spogliare e abbiamo avuto un rapporto completo". 

"Non ero consapevole di ciò che mi stava succedendo, come un blackout -  prosegue Laura - Lui finisce e io me ne vado piangendo. Dietro quella porta c'era il resto della mia famiglia, mi vedono piangere e nessuno mi ha detto nulla. Sono andata via e nessuno mi ha fermata. Sono sicuro che tutti mi abbiano sentito". 

"A casa avevo perdite di sangue, l'ho nascosto come fosse il ciclo. Non ne ho mai parlato con nessun altro, mi vergognavo. Mio nonno il giorno dopo mi ha chiamato come nulla fosse. Io mettevo in dubbio che fosse accaduto". 

"Poi mi viene a prendere e mi porta via in auto. E succede di nuovo. Credevo di averlo fatto arrabbiare, io sentivo solo dolore. Io gli volevo bene, era mio nonno. È successo nuovamente un anno dopo". 

"Questa storia è andata avanti per anni, poi l'ho detto al mio insegnante e ai miei genitori. Mio papà si arrabbiò, non ci credeva. Mia mamma rimase in silenzio, sembrava che fosse morta dentro. Una scena surreale". 

Dopo una notte insonne Laura insieme ai genitori va in Questura a denunciare il nonno. Passa un anno e la chiamano per testimoniare in tribunale. Il suo calvario inizia nel gennaio del 2011, l'inizio del processo. Il nonno le mette pressione anche in tribunale. Viene condannato in primo grado, ma poi il nonno ricorre in appello al secondo grado. Di nuovo colpevole. "Due su due, credevo fosse finita". Ma si va alla Cassazione, passano altri 6 anni. Ma arriva l'intoppo, manca una firma di un giudice. "Vizio di forma, si torna a casa e in tribunale". 

Dopo 7 anni il nonno è rimasto sempre libero, senza ordini di restrizioni. "Posso incontrarlo ovunque, sempre, questa è la legge italiana". 
 
Martedì 21 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 22-11-2017 16:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE..
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-11-22 07:42:28
Le parole a volte non servono....bisognerebbe passare ai fatti...!!!
2017-11-22 06:36:57
giustizia dove sei????? esisti????? v e r g o g n a
DALLA HOME