Colpo di pistola in bocca al profugo, 'Le Iene' in paese: "Non era un bravo ragazzo, lo sanno tutti"

Colpo di pistola in bocca al profugo, 'Le Iene' in paese: "Non era un bravo ragazzo, lo sanno tutti"

È vivo per miracolo e i medici hanno deciso di non estrarre il proiettile che gli è rimasto conficcato in gola: potrebbe avere conseguenze molto pericolose. Si chiama Bobb Alagiee, viene dal Gambia ed ha 19 anni il migrante che lo scorso 10 novembre è stato ferito con due colpi di pistola dall'imprenditore proprietario del centro d'accoglienza dove era ospitato, a Gricignano (Caserta). Carmine Della Gatta, l'uomo indagato per il tentato omicidio e attualmente ai domiciliari, ha affermato però di aver agito per legittima difesa, in seguito ad un'aggressione fisica da parte del giovane migrante.



Giulio Golia, per 'Le Iene', ha realizzato un servizio proprio a Gricignano, intervistando anche il sindaco e il vicesindaco, Andrea Moretti e Andrea Aquilante, che nei giorni scorsi avevano sollevato una serie di polemiche dopo alcune dichiarazioni nella trasmissione 'Terra' su Rete4, in cui avevano difeso Della Gatta, affermando che fosse una brava persona, e parlato invece del giovane gambiano come di una persona problematica. Una versione, quest'ultima, confermata anche da altre persone in paese. In molti credono che ci fossero problemi tra Della Gatta e Alagiee proprio a causa delle intemperanze di quest'ultimo, fino ad allora mal tollerate. La tensione, in un comune così piccolo, è altissima e c'è chi sostiene che i migranti siano armati e sempre in gruppi piuttosto numerosi. Moretti e Aquilante hanno spiegato: «Condanniamo il gesto di Della Gatta e lo avevamo fatto anche nell'intervista precedente, ma poi quella parte era stata tagliata. Dobbiamo essere solidali verso i nostri concittadini, non verso chi non è di Gricignano».



Gli inquirenti stanno cercando di capire cosa sia successo quella sera e Giulio Golia è andato anche nel centro di accoglienza, una serie di villette a schiera di proprietà di Della Gatta dove, ormai quasi un mese fa, era scoppiato un incendio, pare appiccato proprio da Alagiee. Da qui la colluttazione e gli spari, di cui uno direttamente in gola. Ricoverato d'urgenza e in coma indotto al Cardarelli di Napoli, Alagiee era riuscito a salvarsi ma i medici avevano deciso di dimetterlo. I legali, però, si sono opposti e hanno ottenuto un nuovo ricovero: «Si trova in condizioni di salute precarie, non può parlare, deve essere seguito in una struttura specializzata». Hillary Sedu, legale del giovane, ha anche annunciato di aver richiesto alla Questura di Caserta un permesso di soggiorno di due anni per motivi umanitari.
Mercoledì 6 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 10:47
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