Venezia, tutti pazzi per 'La Gatta Cenerentola': realizzato dalla Mad, la 'Pixar napoletana'
di Ilaria Ravarino

Venezia, tutti pazzi per 'La Gatta Cenerentola': realizzato dalla Mad, la 'Pixar napoletana'

E alla fine alla Mostra di Venezia arrivò il film che mise d'accordo tutti. Perché se il bel lavoro di Paolo Virzì ha fatto storcere il naso a qualcuno (troppo poco cattivo, dicono i detrattori) e quello di Sebastiano Riso ha infiammato gli hater della Sala Grande, nella galassia di film italiani che cercano attenzione ai margini del concorso veneziano ce n'è uno che ieri ha riscosso un successo trasversale. Presentato nella sezione Orizzonti (la stessa di Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, altra italiana promosso al Lido), La Gatta Cenerentola di Ivan Cappiello, Dario Sansone, Marino Guarnieri e Alessandro Rak, cartoon dalle atmosfere cyberpunk tratto dalla Cenerentola partenopea di Giambattista Basile, è un piccolo miracolo di tecnica, passione, organizzazione. 

A realizzarlo è la Mad Entertainment, la stessa dietro a L'Arte della felicità del 2014, sorta di mini-Pixar italiana nata nel cuore di Napoli: «Come ci dividiamo il lavoro? Come a casa: ci si azzuffa e si fa pace - ha spiegato ieri uno dei registi in conferenza - il film è frutto dell'impegno di tutti quelli che hanno collaborato alla sua riuscita. Siamo una squadra grande, solo nel comparto visivo lavorano una quindicina di persone. Ci consideriamo tutti alla pari: nelle discussioni vince sempre l'idea migliore e l'opinione più convincente». E il risultato si vede: pur avendo avuto a disposizione un budget di un milione e 200.000 euro («Un film come Il Piccolo Principe - spiegano i registi - si fa con 50 milioni»), La Gatta Cenerentola non ha niente da invidiare alle grandi produzioni internazionali. A partire dai disegni, realizzati in un 3D pittorico e artistico, fino alle animazioni, modulate sulla voce registrata dagli attori in sala di doppiaggio. Una tecnica che ha permesso ai doppiatori Alessandro Gassmann, Massimiliano Gallo e Maria Pia Calzone di esprimersi in totale libertà: «Non abbiamo usato la motion capture - ha scherzato Gassman - ma la emotion capture».

Intense e a volte molto provocatorie (tra gli altri un brano dedicato a Napoli e all'immondizia), le musiche sono state realizzate, tra gli altri, da Daniele Sepe: «Giochiamo con gli stereotipi di Napoli, ma con autoironia - hanno detto i registi - Ci lasciamo ispirare dalla nostra città, così piena di contrasti: barbara e nobilissima insieme». Il film arriverà in sala dal 14 settembre.
Mercoledì 6 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 08:53
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