Caravaggio come una rockstar con la voce di Manuel Agnelli nel film Sky

di Stefania Cigarini
ROMA - Ha vissuto le tenebre, ma è stato maestro della luce, come nessun altro. Dopo Raffaello il principe delle arti, Sky - con Magnitudo - dedica un film alla vita, alle opere ed ai tormenti di Michelangelo Merisi: Caravaggio, l’anima e il sangue. Pittore geniale e maledetto, artista dark rock (ante litteram) come Manuel Agnelli - leader degli Afterhours - che presta la voce all’io interiore caravaggesco. «Eviterei di fare paragoni - ha spiegato Agnelli durante l’anteprima del film, ieri, a Roma - Oggi molti artisti maledetti recitano un ruolo. Caravaggio era sincero, istintivo anche a rischio della vita».
 
Il film arriverà nelle sale italiane - 330, record per il cinema d’arte (l’elenco su nexodigital.it)- il 19, 20 e 21 febbraio per poi venire distribuito in tutto il mondo, e quindi entrare nel circuito on demand Sky. Misterioso, controverso Caravaggio ha saputo raccontare come nessuno la seduzione dell’arte, la sua, in particolare, sempre in bilico tra sacro e profano, spesso anzi rifiutata, perché ritenuta oltraggiosa e fuori dai canoni.
 
 

Un genio tormentato che ancora oggi conduce lo spettatore a far parte dell’opera stessa, sempre in un inno/grido alla realtà, alla vita vera, l’unico soggetto meritevole di essere dipinto. La scelta registica di Jesus Garces Lambert è inquieta, tattile, emozionale quasi come un resoconto di crime scene corroborato dalla tecnologia in 8K, una delle prime produzioni italiane. La ricerca scientifica è rigorosa ed in grado di svelare documenti originali. Vi hanno partecipato Mina Gregori presidente della fondazione R. Longhi, Rossella Vodret, curatrice della mostra Dentro Caravaggio di Palazzo Reale a Milano e Claudio Strinati storico dell’arte ed esperto del Merisi: «Caravaggio assomiglia a Batman. Perdono i genitori da bambini e l’effetto è lo stesso, sono ossessionati dal male e dal buio e molti sfondi delle sue opere sembrano Gotham City». Il viaggio caravaggesco tocca cinque città, quindici luoghi d’arte e quaranta opere; portando il luce documenti originali mai mostrati prima al grande pubblico e consente suggestive ricostruzioni, come l’originale collocazione in San Pietro della Madonna dei Palafrenieri. Emozioni forti.
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Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:25
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