Viaggio a Reims, Rossini rivisto da Michieletto: in scena al Costanzi e a Caracalla
di Stefania Cigarini

Viaggio a Reims, Rossini rivisto da Michieletto: in scena al Costanzi e a Caracalla

Un quadro ammaliatore, un'opera-non opera, un debutto assoluto a Roma. Arriva al Costanzi - ultima messa in scena al chiuso, prima di Caracalla - Il viaggio a Reims di Gioacchino Rossini. Il quadro, che richiama il libretto del primo lavoro parigino del compositore, è la Consacrazione di Carlo X come re di Francia nella Cattedrale di Reims, di François Gérard, del 1825.

Il debutto all'Opera è quello dell'allestimento di De Nationale Opera di Amsterdam firmato dall'ex prodigio - ormai consacrato - Damiano Micheletto (suo l'amato Trittico pucciniano dello scorso anno) che ha spiegato ieri, presentando il lavoro - come Il viaggio sia opera-non opera: «Priva di una vera e propria drammaturgia, il mio compito è stato fare in modo che gli interpreti facessero il loro lavoro, recitar cantando e rendere in scena quell'emozione, quello stupore che è la caratteristica principale della musica di Rossini».

A dirigere l'Orchestra dell'Opera di Roma sarà Stefano Montanari - che eseguirà le parti al fortepiano - intenzionato: «A rendere Il viaggio a colori, perché questo è la composizione di Rossini, un caleidoscopio». Il sovrintendente Carlo Fuortes aggiunge: «Il risultato è spiazzante, ma coinvolgente e rispettoso dell'idea del compositore». La vicenda, questa lunga attesa di un gruppo di aristocratici che devono giungere all'incoronazione, viene estrapolata e condotta ai nostri giorni, in un museo alla vigilia dell'inaugurazione di una mostra. Tra gli interpreti Mariangela Sicilia e Adriana Ferfecka (Corinna), Anna Goryachova e Cecilia Molinari (marchesa Melibea), Juan Francisco Gatell e Filippo Adami (cavalier Belfiore).
Venerdì 9 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:52
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