"Gli studenti non possono tornare a casa da soli dopo scuola": stop dai presidi, genitori infuriati
di Gianluca Sollazzo

"Gli studenti non possono tornare a casa da soli dopo scuola": stop dai presidi, genitori infuriati

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Tornare a casa da scuola da soli? Non si può. Sono numerosi i dirigenti scolastici salernitani che, nelle ultime settimane, hanno comunicato ai genitori degli alunni delle scuole medie che i loro figli non potranno più tornare a casa da soli. È richiesta la presenza di genitori, nonni o comunque persone adulte, con documento d’identità a disposizione, precedentemente registrate. Come mai? Il dibattito si è riacceso dopo  una sentenza della Cassazione che condannava scuola e Miur per la morte di uno studente finito sotto lo Scuolabus 15 anni fa. Intanto nelle scuole sale la tensione. Le comunità scolastiche sono in grosso fermento. La testimonianza è arrivata ieri dal comprensivo Giovanni Paolo II di Torrione, che comprende il plesso della scuola media Torrione Alto.

Tra genitori e la preside, Maristella Fulgione è in atto da giorni un accesso scontro sulla applicazione dell’obbligo di uscita accompagnata al termine delle lezioni per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni del plesso Torrione Alto. Un braccio di ferro in atto da giorni culminato nella giornata di ieri, quando nell’atrio del plesso Pirone, dove ha sede la direzione, è andata in scena una infuocata assemblea. «Comprendo il disagio delle famiglie, le loro motivazioni sono legittime, ma io devo applicare le regole, sono costretta a farlo dopo la recente sentenza della Cassazione», dichiara la preside Fulgione. Nei giorni scorsi un provvedimento della preside imponeva alle famiglie di venire a ritirare i propri figli al termine delle lezione. Possono ritirare i ragazzi anche i nonni o parenti maggiorenni delegati. «C’è una maggiore rigidità – spiega la Fulgione – a seguito della sentenza, e noi ci stiamo attenendo a questa disposizione». 

Ma i genitori sono contrari. C’è chi lamenta l’impossibilità di andare a prendere i propri figli per motivi di lavoro, chi non ha nemmeno i nonni da mandare davanti alle scuole. Per alcuni gli orari di uscita dalla scuola Torrione Alto non coincidono con quelli di ufficio. E c’è chi si oppone ideologicamente alla disposizione della preside. «È in gioco l’autonomia dei nostri figli», denunciano i genitori.
Domenica 15 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:30
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2 di 2 commenti presenti
2017-10-18 09:48:26
ai miei tempi che non sono poi tanti anni fa tutte ste "cazzate" non esistevano, bisognerebbe usare tutti un po l'intelligenza. La scuola nella figura del preside fa presto, perche' per manlevarsi lui o lei che sia manda in difficolta' seria quasi tutte le famiglie. Vogliamo responsabilizzare un poco anche questi ragazzi ? gia' non esistono piu' valori a causa delle famiglie, non esiste piu' l'educazione civica a causa delle scuole che non la insegnano piu', ora vogliamo pure farli rimanera bambini sino a che non si laureano. Basterebbe fare firmare "a scuola" dai genitori una manleva che solleva la scuola da qualsiasi responsabilita' per l'uscita dell'alunno dal plesso scolastico alla fine del periodo delle lezioni giornaliere. Ma in questo paese si ci nascondesempre dietro le sentenze della cassazione per pararsi i culo piuttosto che affrontare le problematiche.
2017-10-15 10:32:30
Certo....nn tutti hanno la disponibilita'di nonni o parenti,purtroppo questo succede x colpa dei tagli che fanno xche"prima c'erano a disposizione gli scuola bus...nei piccoli paesi esiste ancora lo scuola bus...ma solo x quei bambini che sono distanti dalla scuola e le mamme nn hanno un mezzo x accompagnarli
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