"Gli studenti delle medie non possono tornare a casa da soli": la circolare che divide l'Italia

"Gli studenti delle medie non possono tornare a casa da soli": la circolare che divide l'Italia

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Gli studenti delle medie non possono tornare a casa da soli all'uscita di scuola, anche se abitano a poca distanza. È questa, in sintesi, la direttiva di una circolare ministeriale che, dopo essere stata applicata in tutta Italia con l'inizio del nuovo anno scolastico, ora sta facendo discutere genitori, insegnanti e presidi.

La circolare, d'altronde, ricorda che per il codice penale i ragazzi delle medie, che quindi hanno fino a 14 anni, hanno una presunzione assoluta di incapacità e che, nel momento in cui escono da scuola da soli, possono creare gravi problemi per i genitori, che potrebbero rispondere di abbandono di minore, e per gli insegnanti o i responsabili degli istituti, che potrebbero essere denunciati per mancato controllo.



A ispirare questa circolare è stata una sentenza della Cassazione dello scorso maggio, che aveva condannato un istituto per la morte di uno studente investito da uno scuolabus 15 anni fa. Finora, in genere, i genitori e le scuole si accordavano con liberatorie che di fatto esoneravano presidi e docenti dalla responsabilità dei ragazzi pre-adolescenti all'uscita. Ora, però, alla luce della nuova circolare questi accordi scritti e firmati potrebbero non valere più nulla.

Adesso, secondo la circolare, i docenti delle medie inferiori devono attendere all'uscita di scuola i parenti di tutti i loro alunni, verificandone l'identità prima di lasciarli andare. «Comprendiamo il disagio dei genitori, ma poi sono i giudici a chiamare noi se succede qualcosa e siamo i primi a risponderne» - commentano all'unisono i presidi di tutta Italia, intervistati dal Corriere della Sera - «Quella circolare è parzialmente illegittima, perché scavalca il regolamento di ogni scuola, ma non abbiamo altra scelta perché altrimenti rischiamo di essere accusati di concorso in abbandono di minore».

La vicenda ha fatto discutere parecchio. Non ci sono solo i presidi e gli insegnanti a criticare aspramente la circolare, ma anche alcuni genitori: «Una follia, molti dei nostri figli abitano a poche centinaia di metri da scuola ma alle 14 dobbiamo venire all'uscita altrimenti la preside chiama la polizia, molti di noi devono lasciare temporaneamente il posto di lavoro». La circolare ha riscosso parecchie perplessità anche in Daniele Novara, un pedagogista che ha dichiarato al CorSera: «Un’idea balzana dettata dalla paura, dalla mancanza di responsabilità pedagogica e dalla burocratizzazione della scuola. In Italia solo il 30% dei ragazzini torna a casa da solo, nel resto d’Europa si arriva al 90%. L’età 11-14 è quella dell’autonomia: così precludiamo ai ragazzi ogni percorso di crescita. Li vogliamo chiudere in casa? Non è protezione, ma solo paura».
Martedì 10 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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1 di 1 commenti presenti
2017-10-12 11:11:09
Io ci tornavo in quinta elementare nel 1985.... che roba....
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