La "pillola scudo anti-Hiv" si può comprare in farmacia: "Costa 115 euro". Il caso Prep ora fa discutere

La "pillola scudo anti-Hiv" si può comprare in farmacia: "Costa 115 euro". Il caso Prep ora fa discutere

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In Italia la Prep, profilassi pre-esposizione, intervento farmacologico messo in campo preventivamente per evitare un contagio da Hiv nelle persone ad alto rischio, "è già una realtà". Sebbene non sia ancora partito un progetto ufficiale per implementarla (ma ce n'è uno in attesa di approvazione), "molti la stanno utilizzando comunque. E non c'è solo il canale online per trovare il farmaco necessario facendolo arrivare dall'estero. Una versione generica è già in commercio qui da noi e costa 115 euro. Io stesso ho fatto la prova e sono riuscito ad acquistarla in farmacia, presentando la prescrizione di uno specialista". Lo racconta Giulio Maria Corbelli, vice presidente di Plus onlus, network di persone Lgbt sieropositive, e componente dell'European Aids Treatment Group, che da tempo si batte perché la Prep venga resa disponibile nel Belpaese.

Oggi a Milano, in occasione della prima giornata di lavori della 16esima European Aids Conference promossa dall'Eacs (European Aids Clinical Society), fa il punto sullo stato dell'arte. "In questo momento un progetto per l'accesso alla Prep in Italia, presentato prima dell'estate, è all'esame delle sezioni del Comitato tecnico sanitario del ministero che si occupano di lotta all'Aids. Non so se passerà mai, ma se venisse approvato introdurrebbe un modello basato su una forte sinergia tra clinici e associazioni, focalizzato su realtà territoriali come i centri community based, con gli ospedali come punto di riferimento per gli esami necessari al monitoraggio di alcuni parametri nelle persone che fanno la Prep. Anche se su questo punto si pone il quesito di chi li paga, visto che non c'è un'esenzione. Città come Milano, Bologna, Roma sarebbero pronte a partire".

Alla profilassi pre-esposizione accederebbe chi ha un 'punteggio di rischio' alto, calcolato su informazioni auto-dichiarate relative al numero di partner, al sesso senza protezioni, alle infezioni sessualmente trasmesse e così via. "Non ci sarebbero quindi particolari barriere - precisa Corbelli - E siamo sicuri che non si verificherebbe un abuso di questo strumento perché le persone che chiedono la Prep sono di solito adatte a prenderla".

All'obiezione che viene spesso avanzata nel dibattito su questa forma di prevenzione dei contagi in soggetti a rischio - cioè che, pur prevenendo l'Hiv, si rischia un'impennata delle altre malattie a trasmissione sessuale per il mancato uso del preservativo - Corbelli replica citando i segnali che arrivano da diverse esperienze avviate all'estero. "Chi fa la Prep è più controllato, fa i test più spesso e quindi viene diagnosticato e trattato prima bloccando un'eventuale trasmissione delle infezioni. Dai dati londinesi e statunitensi sembra che si sia all'inizio un'impennata delle diagnosi ma poi la prevalenza in queste popolazioni pare calare".

In Europa oggi sull'accesso alla profilassi pre-esposizione, come anche ai trattamenti per l'Hiv, "esistono disparità aberranti - fa notare l'attivista - e noi ci stiamo impegnando perché vengano superate". Pur di lanciare un segnale alle istituzioni italiane riguardo alla Prep, Corbelli aveva ipotizzato mesi fa anche di far partire un gruppo d'acquisto. Un 'buyers club', il primo per la Prep in Italia. Poi la situazione è un po' cambiata.

Prima, a fine marzo, lo spiraglio aperto dalla circolare del ministero della Salute sull'import per uso personale di farmaci da Paesi stranieri, varata per ovviare ai problemi legati ai super antiepatite C acquistati oltreconfine da molti pazienti, sequestrati in porti ed aeroporti e poi 'sbloccati' dai tribunali. "Quando è arrivata - racconta Corbelli all'AdnKronos Salute - abbiamo subito presentato un'interrogazione al ministero per chiedere se era applicabile anche alla Prep. Finora non abbiamo avuto risposta". Ma c'è chi non l'ha aspettata, riferisce l'attivista, ha fatto l'ordinazione del farmaco online seguendo le istruzioni dell'ormai noto sito guida 'I want Prep now' e se l'è fatto spedire direttamente in Italia.

Le strade battute oggi sono le più varie. C'è chi sceglie una spedizione estero su estero e poi si fa mandare in Italia, con l'aiuto di contatti personali, un normale pacco non riconoscibile. E chi addirittura ricorre a servizi online che spacchettano e reimpacchettano le spedizioni. Tutto si gioca sul filo, "aggirando le vie legali". L'uso più diffuso della Prep è nella versione "'on demand', cioè quando si sceglie di avere rapporti sessuali". Quanto alla possibilità di acquistare il generico (emtricitabina e tenofovir disoproxil) nelle farmacie italiane, "gli infettivologi disponibili a prescriverlo ci sono. Da ottobre è disponibile quello della casa farmaceutica milanese Doc, ma ne è già in arrivo in questi giorni un altro", dice Corbelli, che dopo aver raccontato la sua esperienza su Facebook ha immediatamente ricevuto "decine di messaggi con richieste di informazioni". "Non sono stati inviati rifornimenti consistenti del farmaco, i grossisti non ce l'hanno, ma basta ordinarlo e si ottiene nel giro di 7-10 giorni", spiega. Il costo "è ovviamente inferiore" rispetto al griffato, e "in attesa che venga fornito gratuitamente dal Ssn, semmai avverrà, è già qualcosa".
Mercoledì 25 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:41
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