"Perdita della vista con le lenti a contatto, un caso al giorno. Occhiali, consigli per non sbagliare"
di Maria Pirro

"Perdita della vista con le lenti a contatto, un caso al giorno. Occhiali, consigli per non sbagliare"

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Medico di se stesso, Matteo  Piovella si è fatto operare a 60 anni per recuperare la vista annebbiata dall’età. «Ma, solo l’un per cento dei pazienti, a proprie spese, può fare a meno degli occhiali per guidare e per leggere dopo questo intervento chirurgico. Perché il cristallino artificiale utilizzato, più avanzato, non è passato dal sistema sanitario nazionale», fa notare il presidente della Società Oftalmologica Italiana che annuncia una campagna di sensibilizzazione dedicata all’accesso alle cure migliori al prossimo congresso degli oculisti in programma a Roma dal 29 novembre al 2 dicembre. Piovella spiega: «La chirurgia della cataratta rappresenta l’80 per cento del lavoro in reparto. Nella penisola si contano 550 mila interventi di questo tipo all’anno ogni anno. E le maculopatie colpiscono una persona su tre dopo i 75 anni e i 300 milioni di diabetici sono destinati a raddoppiare». Un altro problema è l’osservanza delle terapie: «Dopo l’intervento di cataratta o la cura del glaucoma è necessario mettere dei colliri a orari prestabiliti, cosa che riesce difficile a molti». E poi, «l’uso improprio e superficiale delle lenti a contatto: così ogni giorno una persona perde la vista da un occhio».

Lenti a contatto e colorate, dunque: quali precauzioni adottare?
«Le lenti a contatto sono un dispositivo medico invasivo che, se utilizzate correttamente dai pazienti e sotto controllo da parte del medico oculista, possono risolvere problemi visivi importanti. Hanno un tempo di utilizzo giornaliero che varia da persona a persona. Ed è preferibile scegliere le confezioni monouso, usa e getta: così ogni volta si utilizza una lente nuova e sterile. Inoltre, bisogna toglierla immediatamente in caso di rossore dell’occhio o improvviso dolore. E, per poter fare questo, ricordare di avere sempre con sé gli occhiali. Al pari, le lentine colorate hanno le stesse complicanze delle lenti a contatto normali e non danno alcun vantaggio, tranne quello estetico. Per ragioni di sicurezza, andrebbe sconsigliato l’uso».
Quando la miopia aumenta, conviene cambiare gradazione delle lenti o si può mantenere la precedente?
«L’occhiale consente di vedere nitidamente. Chi li porta, utilizzando una corretta e giusta gradazione delle lenti, si pone nelle stesse condizioni visive di chi non ha difetti. Per questo è importante sottoporsi a controlli periodici».
Mantenere una gradazione più bassa rispetto a quella che dà una vista perfetta non evita la progressione della miopia?
«No, fa solo vedere male anziché perfettamente. Ai bimbi di tenera età affetti da una miopia importante oggi viene somministrata atropina molto diluita, una volta al giorno, allo scopo di rallentare l’evoluzione del difetto visivo, ma i casi monitorati sono ancora troppo pochi per avere completezza nei risultati». 
Utilizzare occhiali con gradazioni diverse fa male?
«In generale, gli occhiali non “fanno male”. Al contrario, soprattutto per i bambini, le lenti sono una vera e propria terapia: rimedio al famoso occhio pigro. Al limite, procurano disturbi come il mal di testa; mai danni permanenti». 
Come mai, allora, si attribuisce il mal di testa anche agli occhiali?
«Occhiali della gradazione giusta, normalmente, non fanno venir mal di testa. Possono verificarsi, piuttosto, disturbi dovuti alla sbagliata abitudine di non utilizzarli. Nei casi in cui c’è una grande differenza di difetto visivo tra un occhio e l’altro e quando è presente un forte astigmatismo, la chirurgia refrattiva può risolvere il problema. Anche chi si opera di cataratta oggi, utilizzando i cristallini trifocali, ha la possibilità di non portare più occhiali di alcun tipo». 
Occhiali da sole per bimbi: sono davvero utili?
«Sono indispensabili, ancora più importanti che per gli adulti. L’occhio del bambino è più delicato e si sta sviluppando, ma c’è grande disattenzione, anche tanta ignoranza in Italia, al riguardo».
Gli occhiali specchiati sono migliori di quelli classici neri da sole?
«La qualità e l’efficacia di un paio di occhiali da sole viene determinata dalla qualità ed efficacia del filtro utilizzato. Quello giusto deve poter prevedere il 100 per cento di filtro UV. La gradazione della colorazione per proteggersi dai raggi infrarossi dipende invece dalle condizioni di luce e dalla stagione: ovvio che quella maggiormente scura è perfetta per sciare sulla neve o stare in spiaggia. Gradazioni e colorazioni più morbide possono essere utilizzate in città, preferibilmente non in piena estate».
L’utilizzo di pc e smatphone ormai è inevitabile. Quali danni provocano alla vista e come tentare di arginarli?
«È impossibile eliminarli della nostra vita. Quanto ai bambini e agli adolescenti, sarebbe opportuno limitarne il tempo di utilizzo giornaliero come per la televisione. In più, è il caso di invitare i bimbi a non avvicinare troppo agli occhi il tablet e, in caso di insorgenza di miopia nei primi anni di vita, è indispensabile prevedere ripetuti controlli dal medico oculista». 
Occhi gonfi: qual è la causa e cosa fare?
«Normalmente, il disturbo dipende da fenomeni allergici o da occhio secco ma, per escludere ematomi palpebrali da congiuntivite o malattie acute ed impegnative, è necessario sottoporsi a una visita oculistica».
Ci sono esercizi utili a ridurre i problemi alla vista?
«In alcuni casi e per alcune patologie, si è visto che l’utilizzo di videogame evoluti e dedicati alla patologia può accelerare alcune fasi di potenziale recupero, in termini di tempo, ma non di aumento della capacità visiva finale».



Lunedì 2 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 10:51
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