"Danni agli occhi, uveite e cataratta": gli effetti choc di Ebola in chi è sopravvissuto

"Danni agli occhi, uveite e cataratta": gli effetti choc di Ebola in chi è sopravvissuto

Tra i tanti problemi cui devono far fronte i sopravvissuti all'ultima epidemia di Ebola in Africa ce n'è uno che sta emergendo ora: l'uveite, grave infiammazione degli occhi che può portare anche alla cecità, e che nei casi in cui si recupera la vista, viene seguita dalla comparsa di cataratte, anche nei bambini, con i pazienti più giovani di 5 anni. Dei circa 17mila sopravissuti, si stima che il 20% sia colpito da uveite.

A raccontare questa 'eredità' di Ebola è il New York Times. La cataratta di solito colpisce le persone anziane, non i giovani. Ma per ragioni ancora non chiare, alcuni dei bambini che hanno vinto il virus ne soffrono, e in modo particolarmente grave. Tanto da lasciare cicatrici profonde nell'occhio dopo l'operazione. Finora tra l'altro i chirurghi avevano esistato nell'intervenire, per il timore che dentro l'occhio potesse nascondersi ancora il virus. Anche se non si trova sulla superficie dell'occhio nè nelle lacrime, c'è infatti il rischio che vi sia aprendo l'occhio. Non si sa infatti quanto tempo ci mette il sistema immunitari ad eliminare il virus.

Ian Crozier, chirurgo del National Institute of Health, che sta operando in Africa e lui stesso sopravvissuto ad Ebola, con tanto di uveite agli occhi, è risultato negativo al virus 18 mesi dopo, ma non si sa quando la carica virale sia scesa. Per operare Crozier e gli altri medici inseriscono un ago sottile in una parte del bulbo oculare chiamata camera anteriore, tirando fuori poche gocce di fluido per verificare la presenza del virus. Se il test è negativo, allora operano.

In alcuni sopravvissuti, Ebola ha causato problemi ben peggiori della cataratta: l'infiammazione ha fatto aumentare così tanto la pressione nell'occhio, da danneggiare il nervo ottico, provocando cecità permanente e dolore costante, tanto da spingere alcuni malati a farsi togliere l'occhio intero e sostituirlo con una protesi.

Venerdì 20 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:29
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