Legge elettorale, Pd chiede voto di fiducia, il governo lo autorizza. Mdp: votiamo no

Il Consiglio dei ministri, si apprende da fonti di governo, ha autorizzato la fiducia sulla legge elettorale.

«Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo». Così il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato.


«Non possiamo fare a meno della legge elettorale - sostiene il presidente dei deputati Pd - e questo testo va votato nel suo complesso con l'equilibrio raggiunto» tra i partiti.

Ma da Mdp arriva l'avvertimento: «Il gruppo di Articolo 1 - Mdp ha espresso un giudizio unanime di radicale critica sull'ipotesi che venga messa la fiducia sulla legge elettorale. Rivolgiamo un estremo appello a Gentiloni affinché tenga fede all'impegno assunto in aula ed eviti che questo strappo che riteniamo addirittura più grave rispetto a quello sull'Italicum, non venga compiuto. Se dovessimo andar avanti su questa strada, Articolo 1-Mdp voterà, all'unanimità, contro la fiducia e la legge elettorale». Lo dice il capogruppo Francesco Laforgia.



Roberto Speranza: «Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia. Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero». «La fiducia che si dice il governo porrà sul Rosatellum è una vergogna, un atto indegno. Per la seconda volta nella legislatura un governo vuole blindare una legge elettorale, vietando il dibattito in Parlamento», attacca il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati. 

Luigi Di Maio (M5S): «Signori, siamo in piena emergenza democratica. Nelle aule parlamentari si sta consumando l'ennesima aberrazione istituzionale: il Pd ha dato il suo ok alla fiducia sulla legge elettorale quindi il Parlamento non potrà discuterla. Quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà legge senza che nessuno possa dire la sua. È un momento critico». «L'intento è distruggerci, quello che otterranno sarà rafforzarci. Nei prossimi giorni saremo chiamati tutti a difendere le Istituzioni della Repubblica. State pronti». ​



«È comprensibile che, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, la maggioranza che sostiene Gentiloni chieda al governo di porre la questione di fiducia come strumento per l'approvazione della legge elettorale», dice afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, annunciando che il gruppo «voterà sì alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia». «Abbiamo partecipato - spiega Brunetta - con convinzione e con senso di responsabilità al dibattito in Commissione su questo nuovo sistema di voto. In quella sede ogni gruppo politico ha avuto l'opportunità di approfondire le questioni più delicate e di proporre modifiche al testo base presentato dal relatore Fiano. Già in Commissione abbiamo sostenuto come questa legge elettorale, nello scenario attuale, rappresenti - prosegue - il miglior compromesso possibile. Questa riforma serve al Paese per andare al voto in modo ordinato e per avere un sistema elettorale omogeneo tra Camera e Senato, come chiesto in diverse occasioni dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

«La Lega non potrà ovviamente votare la fiducia al governo ma comprende le motivazioni che hanno portato a questa richiesta. La Lega come già fatto in commissione coerentemente dirà sì alla legge, con voto segreto o palese che sia. Auspichiamo un rapido iter al Senato consapevoli che chiunque lo rallenti evidentemente vuole rinviare la data delle elezioni che si devono tenere invece il più presto possibile», commenta il vice segretario della Lega Giancarlo Giorgetti.

Il presidente della Repubblica pur non esprimendo, ovviamente, valutazioni nel merito del testo in esame in Parlamento o di scelte diverse in materia e neppure sull'ipotesi di voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-Governo, continua a considerare positivo l'impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando che questo avvenga con ampio consenso, si apprende al Quirinale in merito al dibattito politico sulla nuova legge elettorale.​

 
Martedì 10 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:06
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