Il Revisore: io, costretto alle dimissioni

I nemici di papa Francecsco in Vaticano tornano a muoversi. Dalla frangia conservatrice della Chiesa arriva un documento che critica le novità introdotte dalla Amoris Laetitia in materia di matrimonio e famiglia. Venticinque pagine nelle quali si indicano sette posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti. Tra le 62 firme emerge quella dell'ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi. Ma lui precisa: «Io non accuso il Papa, quella lettera è un atto devoto». Il documento è stato inviato al Papa ad agosto. Inizialmente firmato da 40 persone, oggi le firme sono 62, ma nessuna è di un cardinale. Le firme di religiosi sono poche, si tratta soprattutto di studiosi e teologi laici. Ma Oltretevere si riaccende anche la vicenda di Libero Milone, il primo revisore generale dei conti vaticani nominato dopo la riforma di papa Francesco. A tre mesi dalle dimissioni, rassegnate a sorpresa il 19 giugno scorso, Milone, 69enne ex presidente Deloitte Italia, ha accusato di essere stato costretto a lasciare l'incarico senza poter parlare col Papa: «Sono stato minacciato di arresto. Il capo della gendarmeria mi ha intimidito per costringermi a firmare una lettera che avevano già pronta». Secondo la Santa Sede, invece, Milone, «esulando dalle sue competenze, ha svolto illegalmente attività investigative sulla vita privata di esponenti della Santa Sede e questo ha incrinato la fiducia» riposta in lui.
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Lunedì 25 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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