Pubblica su WhatsApp il video hard della fidanzata ma viene assolto, ecco il motivo

Pubblica su WhatsApp il video hard della fidanzata ma viene assolto, ecco il motivo

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Assolto. Non luogo a procedere per tardività della querela. È quanto deciso dal giudice del tribunale della Spezia Gianfranco Petralia nel processo a carico di un 31enne spezzino accusato di aver diffuso tramite WhatsApp il video a luci rosse che mostrava una donna quarantenne all'interno di un'auto assieme a quattro uomini.

Oggi, in tribunale, la prima udienza. L'episodio era avvenuto nell'ottobre 2014 e la querela presentata nel 2016, con le indagini coordinate dal pm Maurizio Caporuscio che avevano portato alla sbarra l'uomo accusato di diffamazione ma anche di lesioni colpose, poiché con la diffusione del video avrebbe provocato nella donna «uno stato di grave perturbamento psichico».

La vicenda ebbe una forte eco in città, tanto da costringere la donna a cambiare vita a causa della diffusione virale del video. L'avvocato della quarantenne, Enrico Conti, è però deciso a dare battaglia. «C'è amarezza perchè a distanza di due anni non c'è giustizia per fatti che in altre parti di Italia hanno portato anche al suicidio della parte lesa - spiega -. Procederemo in sede civile affinchè venga riconosciuto un risarcimento per il danno subito». 
Giovedì 11 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:21
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