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Garlasco, la difesa di Stasi: "Indagate su un uomo amico di Chiara"

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Garlasco, la difesa di Stasi: "Indagate su un uomo amico di Chiara"

Lunedì 19 Dicembre 2016, 15:13

La Procura di Pavia deve indagare su un «maschio» della cerchia delle amicizie di Chiara Poggi e che il 13 agosto 2007, giorno del suo omicidio, si trovava a Garlasco e il cui nome è già negli atti dell'indagine. Lo chiede la difesa di Alberto Stasi che, come spiegato in una conferenza stampa in Tribunale, ha in mano una relazione di un genetista, già depositata agli inquirenti, secondo la quale il dna trovato sotto le unghie di Chiara è compatibile con quello del soggetto «su cui indagare». Chiesta anche la revisione del processo.    I difensori di Alberto Stasi, l'ex bocconiano condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi, la giovane 26enne trovata morta la mattina del 13 agosto del 2007, hanno incontrato nel primo pomeriggio la stampa, in Tribunale a Milano, dopo la scoperta della natura del dna sotto le unghie della vittima. Secondo le analisi condotte da un noto genetista, il dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi non è di Alberto Stasi, ma di un uomo, probabilmente giovane, che potrebbe aver avuto a che fare con la cerchia delle amicizie o conoscenza della giovane. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera questa mattina, ora la madre di Alberto Stasi è pronta a presentare un esposto e chiedere la revisione del processo sulla base di una prova, quella del dna, giudicata risolutiva per l'innocenza del figlio, attualmente detenuto nel carcere di Bollate.   IL DNA SOTTO LE UNGHIE La famiglia di Alberto Stasi, condannato per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, chiederà la riapertura del processo sulla base dei risultati di una nuova perizia, secondo la quale le tracce di dna rinvenute sotto le unghie della ragazza non sono di Stasi. Lo riporta oggi il Corriere della Sera, precisando che la madre di Stasi, Elisabetta Ligabò, ha fornito al giornale i risultati di nuove analisi condotte dalla difesa.   In base alle nuove analisi, condotte da un genetista su incarico dello studio legale Giarda che si è affidato a una società di investigazioni di Milano, quel dna dovrebbe essere di un giovane che conosceva Chiara Poggi. Alberto Stasi è detenuto nel carcere di Bollate da un anno. Oggi ha 34 (rpt 34) anni, all'epoca dei fatti ne aveva 24. Il 12 dicembre del 2015 la Cassazione ha confermato nei suoi confronti la condanna a 16 anni per omicidio, mettendo la parola fine a una vicenda processuale durata 9 (rpt 9) anni, nel corso della quale Stasi è stato anche due volte assolto. Ora il caso potrebbe riaprirsi.  LEGALE POGGI: TEORIA SUPERATA Non crede in una riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi e crede poco anche al'ipotesi che nei confronti di Alberto Stasi, condannato definitivamente a 16 anni di carcere, sia possibile eventualmente prospettare il concorso nell'omicidio con altri. «La questione del dna trovato sotto le unghie di Chiara è già stata superata dalla Corte d'Assise d'Appello e della Cassazione - ha dichiarato il legale - In ogni caso, questo indizio da solo non farebbe venir meno tutte le altre prove a carico di Stasi, semmai potrebbe prospettare, ma è un'ipotesi a cui non credo, il concorso di Stasi con altre persone». Il legale ha ricordato che la difesa di Stasi si era sempre opposta all'analisi di quelli piccoli frammenti di Dna rinvenuti sotto le unghie di Chiara e che inizialmente gli investigatori non erano riusciti ad analizzare. La Corte d'Assise d'Appello di Milano nel processo-bis, accogliendo una istanza degli avvocati dei Poggi e del pg, aveva disposto nuova perizia, affidata al professore Francesco De Stefano. Per il perito dei giudici le analisi anche se avevano portato a evidenziare solo 5 marcatori tutti compatibili con quelli di Stasi, non sono stati considerati sufficientemente attendibile in quanto erano necessarie almeno 9 corrispondenze. De Stefano poi, in aula durante la sua deposizione, aveva sostenuto che l'esistenza sulle unghie di Chiara di due tracce di dna maschile diverse da quelle di Stasi non er

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