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Rientra dalla discoteca, si schianta
​con l'auto: muore a diciotto anni

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Rientra dalla discoteca, si schianta
​con l'auto: muore a diciotto anni

Lunedì 19 Giugno 2017, 06:20

di Daniela Faiella
Scafati. Incidente mortale, all’alba di domenica, sull’autostrada Salerno-Napoli, poco dopo l’uscita di Cava de Tirreni, in direzione di Nocera Inferiore. Un’auto con due ragazzi a bordo sbanda, carambola, poi si ribalta. Per cause in corso di accertamento. Emanuele Manzo, 18enne di Scafati, viene sbalzato fuori dall’abitacolo e finisce sull’asfalto. Muore sul colpo. Il suo amico, Aniello Raiola, di qualche anno più grande, resta incastrato tra le lamiere della vettura. Se la caverà con una prognosi di venti giorni. È la cronaca del terribile impatto avvenuto pochi minuti dopo le 4 di ieri. Il tragico epilogo di un sabato sera all’insegna del divertimento che i due ragazzi avevano trascorso in una discoteca di Salerno. Stavano facendo ritorno a casa, a Scafati, Emanuele e Raffaele. Qualcosa è andato storto lungo il percorso del rientro, in autostrada. Pochi chilometri dopo l’uscita di Cava dei Tirreni l’auto a bordo della quale i due amici viaggiavano, una Fiat 500 nera, ha sbandato, per cause ancora in corso di accertamento. Al posto di guida c’era il ventenne, Emanuele era seduto al lato passeggero. Il corpo di Emanuele è schizzato fuori dall’abitacolo. Gli agenti della polizia stradale di Angri lo troveranno sull’asfalto, ormai senza vita. Il ventenne, rimasto incastrato all’interno dell’auto, è stato soccorso. Ferito, Aniello Raiola è stato trasportato all’ospedale di Nocera Inferiore dove è attualmente ricoverato, con una prognosi di venti giorni. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il ragazzo è risultato positivo ai cannabinoidi. Inevitabile per lui la denuncia per omicidio stradale. Gli agenti della polizia stradale di Angri, coordinati dal primo dirigente della sezione di Salerno Grazia Papa, stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente sulla scorta dei rilievi effettuati sul posto. Determinante sarà la testimonianza di Aniello Raiola, difeso dall’avvocato Stanislao Sessa. Nella giornata di ieri gli investigatori lo hanno sentito in ospedale ma il ventenne, sotto choc, non sarebbe stato in grado di rispondere alle domande. Gli agenti della polstrada confermano che la Fiat 500 era intestata ad Aniello Raiola e che il ragazzo era alla guida dell’auto. Solo per un caso fortuito, al momento della tragedia, non si è trovata nella stessa vettura anche una terza persona, la sorella del ventenne che, all’andata, era partita da Scafati insieme a Emanuele e Aniello per raggiungere la discoteca di Salerno. 

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