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Attentato Parigi, chi è Karim, il killer islamico radicalizzato, era stato fermato a febbraio ma poi rilasciato. Tre arresti

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Venerdì 21 Aprile 2017, 08:24

Parigi. Karim C., 40 anni, voleva ammazzare dei poliziotti. Da sempre, da molto prima che ci fosse l’Isis. L’uomo che ieri avrebbe seminato il terrore sugli Champs Elysées, ammazzato un agente e portato il terrorismo nel cuore di Parigi e della campagna elettorale per l’Eliseo, era noto alla polizia e all’antiterrorismo. A febbraio, inoltre, era stato già fermato. Aveva una scheda «S», come quasi tutti i jihadisti passati in azione sul territorio francese. Si era radicalizzato, probabilmente in prigione. Ma il suo odio per i poliziotti risaliva a anni fa. Almeno quindici.   Era l’aprile del 2001 quando, durante uno stato di fermo nel commissariato di Melun era riuscito a sottrarre una pistola a un agente e a sparargli. Lo aveva attirato nella sua cella fingendo un malore. Aveva già una lunga lista di precedenti per rapina e violenze. Era nato a Livry-Gargan, nella grande e popolare banlieue nord di Parigi. Era finito in stato di fermo per aver ferito gravemente due poliziotti durante un inseguimento. La sentenza era stata netta: 20 anni di carcere. Pena poi ridotta di cinque anni. Era fuori da poco. Era tornato a vivere con la madre a Chelles, altra grossa cittadina dell’hinterland parigino. È lì ieri sera che la polizia ha svolto le prime perquisizioni, meno di un’ora dopo l’attacco sugli Champs Elysées. Era stato schedato «S» soltanto poco tempo fa. Su Telegram, la chat preferita dai jihadisti, aveva pubblicato un ultimo messaggio: «voglio ammazzare dei poliziotti».   Karim era stato arrestato di nuovo lo scorso 23 febbraio per avere minacciato dei poliziotti dopo che questi avevano accertato che non aveva rispettato i domiciliari e l’obbligo di cure psichiatriche, decisi dal tribunale. Il giudice responsabile dell’applicazione delle pene non ritenne però che ci fossero motivi sufficienti perché tornasse in carcere.   IN AUTO FOGLI CORANO E SCRITTE PRO ISIS Nell'Audi 80 di Karim Cheurfi, il terrorista ucciso ieri sera sugli Champs-Elysées, la polizia ha ritrovato appunti scritti a mano con l'indirizzo della Dgsi, i servizi di informazione, del commissariato di Lagny, nella banlieue vicina a dove abitava l'uomo, e di tre armerie. Nella stessa auto, riferiscono i media, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c'erano un Corano e fogli scritti inneggianti all'Isis.

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