Dopo lo smog "Uscimmo a riveder le stelle"
di Gigi Padovani

Dopo lo smog "Uscimmo a riveder le stelle"

E così ieri sera, dopo tre giorni di nebbia unta e carica di smog, siamo tornati a “riveder le stelle”, per citare il famoso verso dantesco che chiude l’Inferno della Comedia. L’invito del sindaco di Torino a chiudere le finestre per l’inquinamento mi ha fatto venire in mente due opere artistiche che si ispirano al futuro incerto dell’umanità su questa Terra, in verità assai diverse, in rapporto al mio ultimo libro scritto con Carlo Petrini. Cerco di spiegarmi. Sia Blade Runner 2049, che ho appena visto al cinema (e naturalmente mi ha deluso, rispetto al capolavoro di Ridley Scott del 1982) sia il recente romanzo della torinese Renata Stoisa, intitolato appunto Uscimmo a riveder le stelle (Periale Edizioni, 2017, 14 euro), ci danno del futuro che ci aspetta una visione “distopica”, prevedono cioè il contrario dell’utopia positiva con la quale molti pensatori si sono cimentati.

Il mio ultimo libro si intitola appunto Slow Food. Storia di un’utopia possibile: partendo dalla storia di un movimento nato a Bra nel 1986 e uscito allo scoperto con il “manifesto dello Slow-food” pubblicato dal Gambero Rosso (settimanale di otto pagine all’interno del quotidiano il manifesto) cerca di delineare, nelle parole di Carlin, un futuro in cui una maggiore attenzione a ciò che mangiamo riesca a salvare la Terra dal disastro. Dice Petrini: «un ambientalista non gastronomo è triste, un gastronomo non ambientalista è sciocco». Se mangiare è un atto agricolo, se la biodiversità e il cambiamento climatico dipendono da come ci nutriamo – agricoltura industriale e spreco scandaloso di cibo – le idee di Slow Food e gli obiettivi di Terra Madre diventano un’utopia “possibile”, con un po’ di buon senso e buona volontà.

Resta però il fatto che invece il futuro è immaginato in modo davvero angosciante. Il film-sequel di Denis Villeneuve, con un bravissimo Ryan Gosling nel ruolo di un replicante-poliziotto, ci mostra una Los Angeles di metà secolo in cui la Terra è priva di risorse, si sopravvive in terribili condizioni mangiando insetti o cibo liofilizzato e le poche coltivazioni sono in serra, perché l’aria è irrespirabile. Il global warming, la siccità, gli uragani disastrosi e perfino certe eruzioni violente ci paiono dire che quel futuro distopico è forse meno immaginario di quanto possiamo oggi pensare.

Anche il romanzo di Renata Stoisa, una ex docente che ha scritto anche saggi storici, ci offre una Torino del 2033, fredda e buia, in cui si muovono i personaggi descritti con acutezza psicologica appartenenti a due famiglie, i Lucilli e i Ceraolo, che cercano di reagire alle difficoltà come meglio possono. Che cosa è successo? Una spaventosa eruzione del vulcano Katmai (si trova in Alaska) nel 2020 sconvolge il pianeta, provocando sull’Europa e sul Nord America un mutamento climatico spaventoso: un cielo reso opaco dalle polveri, con neve e gelo a far da padroni tutto l’anno e temperature che d’estate non superano i 15 gradi. L’accoppiata tra l’eruzione, il cambiamento climatico e un disastroso terremoto fa poi crollare l’economia e porta il mondo a un black out energetico, informatico e finanziario.

Così tredici anni dopo la Torino immaginata dalla Stoisa è cupa e grigia, con analisti finanziari che si improvvisano – per loro fortuna – agricoltori, un governo regionale che si riunisce a Palazzo Madama decidendo di decimare i più deboli negli ospedali (con una forma di eutanasia strisciante e terribile) per mancanza di medicine, un docente universitario alla ricerca dei modelli matematici corretti per indovinare lo scioglimento dei ghiacci. Non voglio svelare la trama e il finale “non distopico”, ma in Uscimmo a riveder le stelle c’è per fortuna anche il lume della speranza: quella di un futuro in cui le nebbie si diradano e torna a splendere il sole. Come è successo stamattina, dopo il  

blocco del traffico a Torino. Consiglio finale: leggete il libro di Stoisa, evitate il film. E non dimenticate gli obiettivi “possibili” di Terra Madre e Carlin.
Lunedì 23 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:19
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