Spese folli in Atac, inviata la documentazione in Procura sulle cause del dissesto finanziario. Meleo: "Così si fa chiarezza"
di Paola Lo Mele

Spese folli in Atac, inviata la documentazione in Procura sulle cause del dissesto finanziario. Meleo: "Così si fa chiarezza"

Carte in Procura per fare chiarezza sulle «responsabilità del passato» in Atac. Ad annunciarne l’invio ieri è stata l’assessore alla Mobilità di Roma Linda Meleo saudita in commissione Lavori Pubblici del Senato. 
La responsabile del trasporti della giunta Raggi ha confermato che l’ammontare del debito della municipalizzata dei trasporti al 31 dicembre 2016 è pari a 1,3 miliardi di euro per poi aggiungere: «Bisogna interrogarsi in prima battuta sul perché e sul come si è formato questo debito. Nell’assemblea straordinaria che si è tenuta i primi di settembre sulla gestione di Atac si è deciso di approvare un ordine del giorno, proposto dalla destra, per istituire una commissioni d’indagine sul debito di Atac. Credo sia un primo passo. Poi il percorso di concordato avviato da poco - ha fatto sapere - automaticamente presuppone l’invio di un fascicolo in Procura. Tutte le responsabilità del passato saranno analizzate nelle sedi opportune». 
Meleo ha spiegato come si è giunti alla scelta, non priva di ostacoli, del concordato preventivo, che punta ad un accordo con i creditori (banche, fornitori, istituzioni) sotto l’egida del Tribunale e perché sono state escluse le altre due strade possibili: la privatizzazione e la liberalizzazione del servizio. «Volevamo uno spartiacque, iniziare una nuova vita per Atac basata su legalità, trasparenza e rispetto delle procedure - ha detto -. Lo strumento del concordato ci consente di riorganizzare l’azienda, di fare un piano di rientro con tempi certi e importi certi e rilanciare il servizio pubblico, riportandolo a livelli adeguati. Questo fine non si raggiunge dall’oggi al domani ma è totalmente perseguibile».
L’obiettivo, ambizioso, del Campidoglio è di portare l’azienda fuori dal guado e al contempo lavorare sulle infrastrutture: dai nuovi tram alle metropolitane fino alle ciclabili, per un nuovo sistema di mobilità sostenibile nella Capitale. Mission impossible? Lo diranno i fatti.
Martedì 10 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:03
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