Morte Sofia, Libero e Tempo titolano così: "Gli immigrati portano la malaria". Le Associazioni: "Razzismo"

Morte Sofia, Libero e Tempo titolano così: "Gli immigrati portano la malaria". Le Associazioni: "Razzismo"

È polemica, sui social network e non solo, sui titoli di apertura di Libero e de Il Tempo dedicati alla bambina morta di malaria nell'ospedale di Trento. Nel numero in edicola oggi, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri e Pietro Senaldi titola: «Dopo la miseria portano malattie» e il catenaccio dello stesso titolo «Immigrati affetti da morbi letali diffondono infezioni...». Allo stesso modo il quotidiano romano in edicola oggi titola: «Ecco la malaria degli immigrati».



Le associazioni Articolo 21, A mano disarmata, Progetto diritti, la Rete Nobavaglio e Amnesty International Italia hanno dato mandato ai loro legali di studiare la possibile presentazione di un esposto-denuncia alla magistratura contro i due quotidiani per violazione della legge 25 giugno 1993, n. 205 che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali; nonché per violazione dell'articolo 658 del Codice Penale (procurato allarme).



«Titoli e sommari - spiegano le associazioni - prendono spunto da un'ipotesi tutt'altro che dimostrata e che invece viene data per certa e non trovano riscontro in notizie accertate, né per altro si possono configurare come "opinioni" affermando la fattualità di accadimenti mai avvenuti. Come cittadine e cittadini prima ancora che come professionisti dell'informazione, siamo per la libertà di espressione tutelata dall'articolo 21 della nostra Costituzione, ma siamo anche per il rispetto delle leggi e soprattutto siamo a favore di una libera informazione che tuteli il bene primario della democrazia: la verità. Chiediamo a cittadini, associazioni e forze politiche di unirsi a noi in questa battaglia di civiltà».
 

Sono tante le voci di protesta anche su Facebook, che accusano le testate di razzismo e contestano le tesi sulla trasmissione del morbo da loro sostenute. «Sono contro le censure e le denunce, la mia libertà è la loro - scrive ad esempio il direttore del TgLa7 Enrico Mentana -, ma i titoli di stamattina di Libero e del Tempo sono lontanissimi dalla verità, e incitano i lettori a brutti pensieri». 
Mercoledì 6 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:20
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3 di 3 commenti presenti
2017-09-06 19:16:57
C'è una sorta di accordo fra i mass media, che prevede di non dire la verità, o meglio di ometterla. Non credere ai numeri è criminale, non ammettere che i casi di tubercolosi e scabbia e che altro siano in aumento è criminale. La facenda dei vaccini è per questo che è montata: per la sua politica dell'accoglienza a tutti i costi che permette a chiunque di entrare nel nostro paese, ci troviamo con migliaia di malati contagiosi tra di noi con la conseguenza che ci obbligano a vaccinare i nostri figli per impedirci una rivolta quando questi cominceranno a morire infettati e sopratutto quando in figli degli immigrati cominceranno ad andare a scuola. La professione dell'immediato futuro è " medico specialista in malattie tropicali"
2017-09-06 17:24:03
scrivere la verità non mi sembra razzismo non scrivere la verità è razzismo contro il popolo che vi mantiente
2017-09-06 16:48:53
Hanno detto la verità, i fatti sono chiari. Gli immigrati portano le malattie, è lapalissiano! Sono un razzista? Si, se essere razzisti vuol dire avere a cuore le sorti della propria patria, delle proprie genti e della propria identita' culturale. Anzi, me ne vanto!
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