"Se io voglio questo, cosa vuoi tu?": concorsi truccati, i professori smascherati dalle intercettazioni

"Se io voglio questo, cosa vuoi tu?": concorsi truccati, i professori smascherati dalle intercettazioni

La commissione giudicatrice del Miur che decideva l'abilitazione alla cattedra di diritto tributario, nella primavera del 2015 si trovò in una fase di stallo e un commissario straniero, il professore spagnolo Carlos Maria Lopez Espadafor Lopez, indagato nell'inchiesta di Firenze sui concorsi truccati, sbottò così in un'intercettazione con un altro indagato, il professore veneziano Loris Tosi: «Sono troppo indecenti... se parlassero più apertamente, dicessero 'Se io voglio questo, cosa vuoi tu?'.. tutto si risolveva in un'ora, no?».

Il gip Angelo Pezzuti nella sua ordinanza annota che Carlo Espadafor stava criticando «espressamente la reticenza dei colleghi commissari nell'indicare i nominativi dei candidati che ciascuno di loro desidera sia abilitato». Se tutti i commissari avessero detto le rispettive preferenze «da subito e sinceramente», scrive il gip, «il negoziato, lo scambio dei voti, sarebbe subito avvenuto e tutto sarebbe terminato prestissimo». Invece, proprio il commissario Espadafor si lamenta del fatto che ciò non sia accaduto.

Il professore spagnolo Espadafor diceva nella stessa intercettazione: «Tutto è vestirlo tutto elegantemente, di criteri... 'Insomma, senti, decidiamo i nomi poi aggiustiamo i criterì». Il gip Pezzuti considera che in questa situazione di stallo «il mercanteggiamento non è potuto iniziare subito e non si è svolto rapidamente perché i commissari sono stati ipocriti, hanno voluto, anche tra di loro, mascherare le loro intenzioni facendo riferimento a criteri di merito». Dice sempre Espadafor nell'intercettazione: «È questo il problema: che Di Pietro (agli arresti domiciliari da ieri, ndr) parla così, sembra che sia sempre dentro la legalità, i giudizi, la formalità, ma invece in fondo...».

Il professor Tosi, successivamente, in un'altra telefonata a Lorenzo Del Federico spiega: «Perdono un sacco di tempo perché Di Pietro apparentemente la mette sui principi, capito?, sui criteri generali, ma in realtà è tutto finalizzato a ostacolare», «però si sta rendendo conto che ormai non riesce a bloccare tutti i lavori e cerca di portare a casa qualcosa...». Su Espadafor il gip Pezzuti si è riservato di decidere una misura all'esito dell'interrogatorio, mentre Tosi e Del Federico, entrambi indagati, sono stati interdetti dalla docenza universitaria per 12 mesi.


RUSSO, "LAROMA UNO STR... MA VALE IL DOPPIO" «Laroma è un... sul piano umano, è uno stronzo, ma a me non me ne frega nulla», «io distinguo i piani umani con il piano scientifico e della meritocrazia», «Laroma come intelligenza e come laboriosità vale il doppio di tutti quelli che hanno fatto» il concorso «l'altra volta e vale il doppio di tutti gli aspiranti associati che oggi partecipano a questa tornata, non c'è dubbio»: così, in una conversazione intercettata il 4 aprile 2015 nell'inchiesta il professor Pasquale Russo, tra gli indagati, parlando a un membro della commissione giudicatrice del Miur, professor Adriano Di Pietro (università di Bologna), arrestato ieri dalla GdF.

Dalla denuncia di Jezzi Philip Laroma, che registrò col telefonino colloqui-chiave per l'inchiesta, sono partite le indaginiIn questa stessa conversazione il professor Adriano Di Pietro condivide il giudizio dell'altro luminare riguardo al ricercatore italo-inglese Philip Laroma Jezzi che il sistema di spartizione delle cattedre universitarie, aveva escluso dai concorsi a favore di altri con meno titoli di lui.

«Vai a leggere i libri di Laroma non solo ma continua, vedo, a scrivere sul Corriere, sulla Rivista - proseguiva il professor Russo - Articoli anche grossi, di 40 pagine, 30 pagine, cioè un uomo che segue, una persona che, cioè, non una persona che vuole soltanto arrivare a guadagnar soldi, a apparire, a comparire...». Russo mostra di riconoscere il valore di Laroma, annota il gip Angelo Pezzuti, anche se lui stesso gli aveva spiegato i motivi per cui si sarebbe dovuto ritirare dal concorso per l'abilitazione scientifica a favore di altri. Ma Philip Laroma Jezzi registrò i colloqui nello studio di Pasquale Russo e li portò alla guardia di finanza quando decise di fare denuncia.

Martedì 26 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:38
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