Pietro muore sul lavoro a 49 anni, niente risarcimento: «L'operaio non era in regola»
di Lauredana Marsiglia

Pietro muore sul lavoro a 49 anni, niente risarcimento: «L'operaio non era in regola»

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SEDICO - Il pianto e la disperazione della madre di Pietro Fanfoni, il 49enne ucciso il 10 aprile 2015 a Villiago colpito da un albero mentre lavorava con altri colleghi, sono risuonati  in tribunale al termine dell'udienza che ha fissato un nuovo rinvio per il processo a carico di Gianvittore Zucco, il 41enne di Fonzaso, accusato di omicidio colposo nella sua veste di titolare dell'impresa presso la quale lavorava Fanfoni.





Si torna in aula a fine novembre, precisamente il 23, per sentire i primi testi. La donna, ormai ottantenne, teme di non avere vita abbastanza. Ma il colpo di scena è arrivato con il pronunciamento del giudice Enrica Marson che ha sollevato dalla responsabilità civile la ditta Slongo Graziano di Santa Giustina. Insomma, anche sul piano di un eventuale risarcimento la strada è tutta in salita, se non sbarrata.  La ditta Zucco, infatti, che aveva avuto in subappalto l'opera dalla Slongo, non aveva copertura assicurativa e Fanfoni non era in regola. Venne assunto solo il giorno dopo il suo decesso.

Sabato 20 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:25
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-21 08:46:19
allo schifo non c'e' mai fine!!! Il lavoro nero deve essere bandito dall'Italia: andrebbe risarcito il doppio per questo tipo di sfruttamento, ormai una piaga. L'assunzione e' stata fatta dopo solo perche' e' deceduto diversamente non l'avrebbero mai assunto in regola!!!
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