Fa 5 mesi in carcere, ma lo stupro non c'era mai stato. "Denunce false di due ragazze"
di Gianluca Lettieri

Fa 5 mesi in carcere, ma lo stupro non c'era mai stato. "Denunce false di due ragazze"

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Accusato di violenza sessuale continuata su due studentesse, torna libero dopo cinque mesi e mezzo. La vicenda a Chieti. R.O., 24 anni, anche lui universitario, era stato arrestato dai carabinieri lo scorso 2 maggio perché avrebbe aggredito e toccato nelle parti intime una sua amica su via dei Vestini, di fronte all’università d’Annunzio. Successivamente è spuntato anche il caso di una seconda presunta vittima, che ha raccontato di essere stata prima palpeggiata e poi stuprata in un bagno dell’ateneo. Il legale dell’indagato, l’avvocato Stefano Azzariti, ha svolto approfondite indagini difensive, ascoltando anche testimonianze e ricostruendo passo dopo passo i giorni in cui, secondo l’accusa, sarebbero avvenute le violenze. Il pm Giancarlo Ciani ha chiesto il rinvio a giudizio di R.O. per entrambi gli episodi, sottolineando però come il quadro accusatorio sia in parte «affievolito» e chiedendo contestualmente la revoca della misura cautelare.

L’ordinanza con la quale il gip Luca De Ninis ha disposto che il giovane torni in libertà sembra rimettere tutto in discussione. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, definisce «plausibile il costituto difensivo che si tratti di accuse, forse concordate, finalizzate a dissimulare rapporti consensuali inaccettabili per i rispettivi fidanzati delle due parti offese». Il gip arriva a questa considerazione dopo «l’interrogatorio dell’arrestato e indagini difensive svolte, con particolare riferimento alle memorie del cellulare dell’imputato e ai messaggi scambiati e fotografie riprese dall’imputato», anche in epoca successiva ai fatti contestati. «In presenza di tali elementi di dubbio - scrive in conclusione De Ninis - il quadro indiziario a carico dell’indagato non risulta più idoneo a sostenere una prognosi (previsione; ndr) di condanna». Insomma: non si tratterà di una sentenza, ma il provvedimento firmato martedì pomeriggio dal gip getta pesanti ombre sul racconto delle presunte vittime. Nei prossimi giorni il giudice fisserà l’udienza preliminare.

Le indagini erano scattate dopo la denuncia di una coetanea di R.O., da lei conosciuto nella biblioteca dell’ateneo. Dopo qualche giorno, il 10 aprile, il 24enne le avrebbe prima palpeggiato i fianchi, poi i seni, infine l’avrebbe sbattuta a terra mettendosi sopra di lei e toccandola nelle parti intime. Per questo episodio il gip Antonella Redaelli aveva disposto i domiciliari, perché vi era «da ritenere che, in assenza di un controllo giudiziale», il ragazzo tornasse «a commettere reati della stessa specie». Il giudice aveva sottolineato «l’assoluto spregio per la libertà sessuale della ragazza che l’indagato ha infine “preso” con la forza». A distanza di qualche giorno, è venuta fuori la seconda violenza. In questo caso R.O. è stato indagato anche per violenza privata, considerando che la presunta vittima - in base al capo di imputazione - era stata chiusa in un bagno dell’università prima dello stupro. Questa violenza sarebbe stata preceduta da altri abusi. L’arrestato, che dopo l’interrogatorio di garanzia ha chiesto e ottenuto di essere nuovamente ascoltato dai carabinieri, ha sempre negato ogni accusa. Ora un terzo giudice dovrà decidere se mandarlo a processo. Il 24enne è tornato libero ieri mattina, dopo che gli è stata notificata l’ordinanza del gip, e potrà frequentare di nuovo l’ateneo.
Giovedì 12 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:16
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