Balena spiaggiata in Sardegna, si è spaccata mentre la burocrazia decideva che farne: ecco ora che fine farà

Balena spiaggiata in Sardegna, si è spaccata mentre la burocrazia decideva che farne: ecco ora che fine farà

Quando la natura è più veloce della burocrazia e del rimpallo di competenze tra le varie istituzioni: dopo 50 giorni 'Moby Dick', come è stata ribattezzata la carcassa della balena da sette tonnellate e 17 metri spiaggiata sul litorale di Platamona, si è sgonfiata del tutto. Il suo enorme scheletro si è liberato dall'ammasso melmoso di interiora e carne in avanzato stato di decomposizione, saponificato dalla lentezza di una burocrazia che ha vinto, ancora una volta.
 
 


Dopo che la mareggiata delle scorse notti ha messo a dura prova i poveri resti consumati dall'acqua, dalla sabbia, dal vento e dalla salsedine, lo scheletro del mammifero si è rifiutato di rimanere ancora lì, ad aspettare una seconda conferenza di servizi, la consulenza accademica di chicchessia e troppi enti che, in più di cinquanta giorni, non hanno saputo decidere che fare per rimuovere l'animale e trasformarlo in una curiosa attrazione, come accade altrove. Nelle ultime ventiquattrore il sindaco di Sorso, Giuseppe Morghen, ha deciso: adesso basta. «I programmi, le conferenze di servizi, i pareri tecnici, i responsi degli esperti, tutto è stato superato dagli eventi», spiega all'ANSA. E allora, finalmente, grazie al potere delle onde, che non può essere arrestato neanche dalle lungaggini paradossali di una vicenda tragicomica, le operazioni per la rimozione di Moby Dick possono iniziare. I resti della balena bianca saranno sepolti in un terreno della zona industriale di Sorso.




«Attendiamo solo il definitivo via libera del geologo incaricato e la definizione dei prodotti e dei sistemi che ne accelerino la decomposizione», precisa Morghen. Il suo scheletro, invece, sarà esposto in uno spazio fruibile, a Sorso, che da questa storia vuole uscirne bene, dopo essere finita sui media nazionali per una storia che racconta il Paese e i suoi mali pubblici. «Sarebbe bello esporla alla Marina, a disposizione dei turisti», dice il sindaco. Le operazioni per lo spostamento dell'enorme cadavere animale dall'arenile tra il quinto e il sesto pettine potrebbero iniziare già la prossima settimana. Senza altre riunioni.

«Ormai la conferenza dei servizi che si sarebbe dovuta tenere dopo l'Epifania non ha senso - ribadisce Morghen - non possiamo più aspettare, prendiamo per buono quello che si è deciso nella prima conferenza». Dopo aver visionato le immagini di quello scheletro fuoriuscito dai resti in decomposizione del mammifero, il sindaco non c'ha visto più. «Abbiamo già fatto un appalto per individuare l'azienda di movimentazione che supporterà gli esperti che dovranno recuperare la carcassa - annuncia Morghen - entro mercoledì sapremo chi ha vinto e potremo procedere».

E se in un primo momento si era fatta strada l'ipotesi di rivolgersi a dei «super esperti» dell'Università di Padova, la fretta ha imposto una retromarcia anche in questo senso. «C'è la disponibilità del Dipartimento di Veterinaria dell'Università di Sassari - anticipa il sindaco di Forza Italia - la struttura e i suoi tecnici hanno già un'esperienza sul campo, perciò stiamo ragionando insieme sul da farsi».
Venerdì 5 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:43
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