Alluce valgo e non solo: una tecnica mininvasiva risolve tutte le patologie del piede

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L'alluce valgo è un problema molto frequente per le donne ma anche per gli uomini. Si tratta della patologia più conosciuta a carico dell’avampiede. La Dott. Elvira Di Cave, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologica, usa le più avanzate tecnologie per trattare i dolori del piede causati da una varietà di condizioni.

Esperta in chirurgia minivasiva e percutanea ed in chirurgia protesica della caviglia e del ginocchio, spiega che la percutanea può trattare varie patologie come l'alluce valgo, l'alluce rigido, le dita a martello, le dita a griffe, la metatarsalgia, il piede piatto, la deformità delle dita.

Lo scopo della chirurgia mininvasiva è quello di ridurre al minimo lo stress chirurgico dell’incisione cutanea, consentendo una convalescenza più rapida e con minimo dolore. I benefici della chirurgia percutanea rispetto alla chirurgia tradizionale comprendono cicatrici chirurgiche molto piccole (fori), minore dolore post-operatorio, minori rischi di infezioni, minima perdita di sangue durante l’intervento, minore stress per il paziente, ricovero in day hospital, rapida ripresa al lavoro ed alle normali attività. Il giorno dell’intervento verrà spiegata ulteriormente al paziente l’esatta procedura alla quale verrà sottoposto, i benefici ed le potenziali complicazioni che si potrebbero verificare. Molto importante è non arrivare all'intervento con gravi deformità, pertanto durante la visita specialistica verrà prescritto un esame radiografico dei piedi sotto carico nelle due proiezioni che misurerà l'angolo di deformità dell'alluce valgo.

All'atto delle dimissioni, al paziente verrà consigliato di usare una scarpa adeguata, a suola semirigida, con la quale dovrà camminare per tutto il tempo del periodo di convalescenza. Nella fase post operatoria (48 – 72 ore) bisogna mantenere l'arto operato molto elevato in modo tale da evitare il gonfiore del piede operato che puo' risultare molto fastidioso. Una borsa di ghiaccio 10 -20 minuti ogni 4 ore, semplici antidolorifici al bisogno (il più delle volte non vengono utilizzati dal paziente ), ed anticoagulanti. La medicazione verrà eseguita dopo la prima settimana nella quale il paziente potrà camminare tranquillamente evitando la poszione seduta prolungata allo scopo di evitare quella che si definisce stasi venosa dell’arto inferiore. In questa fase è fondamentale eseguire movimenti attivi del piede e delle dita. Alla quarta settimana verrà eseguito un controllo radiografico del piede operato, tolta la calzatura speciale e verrà consigliata una ripresa pressoché completa dell’appoggio con calzatura normale.

Dottoressa Elvira Di Cave
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Segreteria 3337184208
www.elviradicave.it
dicave.elvira@gmail.com
 
 
Mercoledì 11 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 15:48
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