"Mio padre si tolse la vita perché aveva capito chi uccise Serena Mollicone"

"Mio padre si tolse la vita perché aveva capito chi uccise Serena Mollicone"

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La figlia di Santino Tuzi, il brigadiere della caserma di Arce morto suicida nel 2008, non ha dubbi: «Dietro la morte di mio padre c'è sicuramente la verità sul caso di Serena Mollicone. Sono certa che mio padre sapesse qualcosa e che era stato minacciato di ritorsioni nei confronti della famiglia. Per questo non disse nulla per sette anni. Il suo suicidio è stato l'ennesimo e l'estremo gesto di protezione nei nostri confronti».

Il brigadiere Tuzi era stato trovato morto dopo aver riferito ai Pm della Procura di Cassino di aver visto Serena, il primo giugno 2001, entrare in caserma, ad Arce (Frosinone). Pochi giorni dopo avrebbe dovuto presentarsi ancora in Procura e la figlia Maria, oggi, spiega: «Forse lui sapeva, ma qualcuno lo ha costretto a tacere per tutto quel tempo». Le indagini sulla morte di Tuzi sono ancora in corso, ma fino a poco tempo fa erano state tenute separate da quelle sull'omicidio di Serena Mollicone. Fino a quando la consulenza della dottoressa Cristina Cattaneo non ha permesso di imprimere una vera e propria svolta nelle indagini.



Le perizie svolte dalla dottoressa Cattaneo, infatti, hanno riscontrato una perfetta compatibilità tra le ferite al cranio riportate da Serena e una porta, attualmente sequestrata, della caserma dei carabinieri. Come riporta IlMessaggero.it, anche l'altezza della ragazza e del danneggiamento alla porta coincidono. Ad ogni modo, non sono state quelle ferite a provocare la morte di Serena, bensì un soffocamento. Inoltre, come riporta il sito del quotidiano romano, appare difficile anche stabilire un orario preciso per il decesso: “La morte sembrerebbe da ricondurre tra le 24 e le 48 ore prima del sopralluogo medico-legale. Purtroppo l’assenza di elementi fondamentali, tra cui la mancanza di rilievi termici, non permette di raggiungere risultati più accurati. Serena ha avuto diverse ore di agonia, considerato che l’ultimo avvistamento certo è intorno alle 11 del primo giugno 2001 e la morte è collocata tra le 24 ore, massimo 48 ore prima del ritrovamento, vale a dire il 3 giugno.”.

Le indagini a carico del maresciallo dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie ed il figlio, proseguono. I tre si sottoporranno a nuovi esami ed accertamenti, come fatto fino a oggi, mentre il loro legale, Francesco Germani, ha annunciato: «Presto arriverà anche la nostra consulenza».
Martedì 14 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:01
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