Topshop, i camerini diventano unisex. "Decisive le lamentele di un trans"

Topshop, i camerini diventano unisex. "Decisive le lamentele di un trans"

I camerini di Topshop e Topman diventano no-gender. L’improvviso e senza dubbio innovativo annuncio della famosa multinazionale inglese, produttrice di abbigliamento e accessori, è stato reso noto dopo la lamentela di un trasgender a cui era stato negato l’accesso ai camerini femminili in uno degli store del brand a Manchester. Travis Alabanza, dopo essere stato indirizzato verso gli spogliatoi adibiti per gli uomini, ha pubblicamente manifestato il suo malcontento con un tweet nel quale ha lamentato il trattamento subito e additando come discriminatoria la politica del negozio.
“Chi siete per poter decidere chi sia abbastanza donna da usare i vostri camerini? Avete perso soldi e un cliente”, ha cinguettato Travis.

L’ufficio stampa di Topshop e Topman non si è fatto attendere affermando che, di fatto, tutti i camerini dei negozi del brand made in UK sono spazi neutri, unisex e assolutamente liberi di essere utilizzati da entrambi i sessi senza distinzione alcuna. Il cambiamento di policy, fa sapere il portavoce di Topshop, è avvenuto l’estate passata ma probabilmente non è stato comunicato correttamente al personale del negozio di Manchester in cui è accaduto l’increscioso episodio. Sui social intanto si accende la polemica: i clienti del marchio discutono sulla nuova dichiarazione dell’azienda, chi lamentando una riduzione di privacy per le donne, chi minacciando di non portarci più i propri figli e chi ipotizzando la trasformazione dei negozi in facile meta per malati di perversione sessuale.
Lunedì 13 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:02
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