Rumori nella casa accanto: chiama la polizia, ma gli agenti uccidono lei

Rumori nella casa accanto: chiama la polizia, ma gli agenti uccidono lei

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Chiama la polizia per dei rumori sospetti ma gli agenti la uccidono. Sono queste le pesanti accuse rivolte ad alcuni poliziotti dopo la morte di una donna australiana che è stata apparentemente uccisa dagli stessi agenti che aveva chiamato dopo aver sentito dei rumori sospetti vicino alla sua abitazione a Minneapolis.



«Sono profondamente turbata dall'incidente», ha detto il sindaco della città americana, Betsy Hodges, chiedendo che sia accertata la verità dei fatti. La Hodges si è anche chiesta perchè gli agenti non fossero dotati di «body camera», le telecamere che dovrebbero riprendere le azioni dei poliziotti in modo da evitare abusi.

La vittima, Justine Damond, 40 anni, viveva da tre anni a Minneapolis con il marito. Il figliastro, Zach Damond, ha raccontato che la donna aveva chiamato gli agenti dopo aver sentito dei rumori sospetti vicino casa. La dinamica della sua uccisione non è stata chiarita. 
Lunedì 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:20
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