Borse asiatiche a picco dopo il crollo di Wall Street

Borse asiatiche a picco dopo il crollo di Wall Street

Si estende alle Borse asiatiche la correzione che ha affossato Wall Street. La Borsa di Tokyo segna il maggior ribasso giornaliero da giugno 2016, riflettendo l'andamento degli indici azionari statunitensi, con il Dow Jones che aveva lasciato sul terreno 1.150 punti. L'indice Nikkei fa segnare un crollo del 4,73%, assestandosi a quota 21.610,324, cedendo 1.071 punti. Sul fronte dei cambi lo yen prosegue la manovra di rivalutazione sul dollaro a quota 108,80, e a 134,0 sulla moneta unica. Hong Kong cede il 4,1%, Shanghai il 2,7%, Shenzhen il 3,3%, Seul l'1,27%. Sydney ha chiuso in ribasso del 3,3%. Il Nikkei, in calo del 10% dallo scorso 23 gennaio, è entrato in una fase di correzione tecnica. Sui mercati, da tempo ai massimi, domina il timore per una ripresa dell'inflazione e un'accelerazione dei tassi Usa, con conseguente deprezzamento anche di tutto il comparto obbligazionario. Le Borse cinesi terminano gli scambi con perdite pesantissime: l'indice Composite di Shanghai cede il 3,35%, a 3.370,65 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 4,44%, bruciando 80,21 punti fino a chiudere ai minimi intraday di 1.726,09.
Martedì 6 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:00
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