Curare e prevenire il dolore alla schiena: il Centro Atlas e il libro che propone soluzioni

Il mal di schiena è un problema sempre più frequente a causa dello stile di vita e dei movimenti sbagliati che ogni persona fa per abitudine. La schiena rappresenta la parte principale del nostro movimento, il fulcro, ed è quindi la prima a risentire dei malesseri dovuti alla routine della vita quotidiana. Al Centro Atlas "Prevenzione Cura e Allenamento", struttura che costituisce un punto di riferimento per la zona lombare, lo scopo è scoprire gli agenti scatenanti il dolore così da creare un piano di trattamento per eliminare suddetti agenti e le cause del dolore e rieducare i pazienti ad un uso corretto della loro colonna vertebrale.



Il lavoro di quest'equipe di professionisti, tra chiropratici fisioterapisti e personal trainer, è ispirato agli studi del Professor Stuart McGill, massimo esperto di ernie del disco e Professore di Biomeccanica spinale alla Facoltà di Scienze applicate alla Salute presso l'Università di Waterloo, in Canada, che da decenni effettua ricerche sulla stabilità spinale.
Il dottor Daniele Barbieri, responsabile medico del Centro Atlas, ha adottato l'approccio dello specialista canadese e iniziato una collaborazione decennale che è sfociata nella traduzione in italiano del libro "Le Meccaniche della Schiena", un manuale per la prevenzione e la cura della schiena.  Con questo testo è possibile comprendere meglio i meccanismi di funzionamento e i sistemi per prevenire infortuni e dolore.

Si rivolgono al Centro Atlas pazienti che arrivano da tutta Italia, che presentano dolori cronici o acuti o condizioni che non sono riusciti a risolvere altrove. "Si tratta di persone che cercano di risolvere un problema, cronico o ricorrente, che non ha trovato la soluzione con il sistema medico standard - spiega il Dott. Barbieri - Noi facciamo una visita approfonditissima, che dura oltre tre ore, per scovare tutti gli agenti scatenanti, in modo che possiamo avere un quadro completo che ci guidi nell'istruire i pazienti a muoversi in maniera corretta ed evitare quei movimenti responsabili della creazione del problema. Grazie a questa attenzione ai dettagli costruiamo poi un programma di esercizi specifico, diverso per ogni persona, per rendere il paziente più forte e resiliente in maniera tale da non avere ricadute".
 
Lunedì 3 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 24-09-2017 14:04
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